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Campionati e Risultati: RISULTATI CLASSIFICHE STATISTICHE COPPE DIRETTA

MISTER BRUNI LANCIA IL PIERANTONIO: "Pronti per un torneo al vertice"

Intervista a Giacomo Bruni – Pierantonio Cosmos
Mister Bruni lancia il Pierantonio Cosmos all’attacco della Promozione: “Vogliamo disputare un campionato al vertice”
FILIPPO FELIGIONI
PIERANTONIO – La squadra allenata da mister Giacomo Bruni lo scorso anno ha stupito tutti vincendo il campionato di Prima Categoria, divertendosi e divertendo il pubblico, disputando partite esaltanti e riuscendo a trovare un perfetto equilibrio tra realizzazione offensiva e solidità difensiva.

I giocatori si conoscono a memoria e riescono a trovarsi benissimo in campo, come piccoli ingranaggi di un meccanismo ben oliato che funziona alla perfezione: con alcuni accorgimenti tattici e pochi interventi sul mercato, la società del Pierantonio Cosmos ha cercato di dare alla rosa continuità di rendimento e di prestazioni.

Il giocattolo costruito dal mister Giacomo Bruni (nella foto) dovrà affrontare una nuova sfida in Promozione, e anche quest’anno punterà a vincere e a sorprendere. Ci sarà da divertirsi!

La scorsa stagione si è conclusa con la vittoria del campionato, anche se non avete potuto festeggiare con i vostri tifosi. Era l’obiettivo fin dall’inizio dell’anno o è stata una sorpresa anche per voi?
“Fin dalla preparazione avevamo ben impressa nella mente la meta da raggiungere. Con la società avevamo programmato una stagione importante che ci permettesse di fare un campionato al vertice e di fare il salto di categoria. Siamo orgogliosi di aver centrato l’obiettivo, ma la sospensione del campionato ci ha lasciato l’amaro in bocca perché non abbiamo potuto festeggiare in campo con i nostri tifosi. Nonostante tutto però, abbiamo fatto un percorso importante e siamo riusciti a mantenere il primo posto dalla prima giornata fino all’interruzione e nel complesso penso che abbiamo meritato il passaggio di categoria.”

Come nasce il suo progetto tecnico al Pierantonio che l’ha portata ad ottenere la Promozione?
“Sono arrivato a Pierantonio a dicembre 2018 per aiutare la squadra in un momento di difficoltà e abbiamo chiuso la stagione raggiungendo i playoff, anche se poi siamo stati eliminati al primo turno. La scorsa estate però ci siamo subito rimessi in moto per costruire una rosa importante che potesse lottare con le favorite per guadagnarsi la Promozione: ho portato da Pontevalleceppi 8-9 ragazzi che conoscevo bene e che hanno accettato volentieri di scendere di categoria per darci una mano e per lottare per le prime posizioni. La società poi è sempre stata chiara e non ha mai nascosto le proprie ambizioni, anche se il merito è ovviamente dei ragazzi che hanno saputo vincere con tutti gli avversari e su tutti i campi.”

C’è stata una partita in particolare che è stata la chiave di volta e che vi ha dato ancora più convinzione di poter vincere il campionato?
“La scorsa stagione è stata particolare sia a livello di squadra che a livello globale: nella parte centrale del campionato abbiamo riscontrato alcune difficoltà anche se venivamo da otto vittorie consecutive. La partita col Sangiustino è stata la chiave di volta che ci ha spinti a cambiare marcia e ad allontanare la loro concorrenza e quella del Grifo Sigillo, che fino a quel momento erano riusciti a tenere un passo importante. Dopo le prime otto vittorie sembrava che il risultato del campionato fosse scontato, ma in realtà non è stato così: col Sangiustino abbiamo perso per un errore commesso al 90’ e per alcune assenze dovute agli infortuni, ma dopo alcune giornate di spaesamento siamo riusciti a riprenderci.”

Guardando i dati dello scorso anno si rimane impressionati: 54 gol segnati e solo 21 subiti in 23 partite. Come si ottengono risultati simili?
“Siamo una squadra tecnica e veloce che si basa sul palleggio, e quando abbiamo affrontato in trasferta le squadre che lottavano per la salvezza abbiamo sempre fatto fatica e sofferto il loro gioco fisico e di nervi, soprattutto nelle categorie inferiori. I risultati ottenuti sono il frutto dell’impegno dei giocatori, della loro qualità e del lavoro duro svolto durante gli allenamenti in settimana. La società è stata brava a costruire un gruppo compatto, con giocatori che si conoscevano già sia fuori che dentro al campo e in questo modo ha facilitato l’integrazione dei ragazzi nuovi: lavorare con loro si è rivelato semplice perché hanno sempre ascoltato le mie idee con rispetto e con disponibilità nel metterle in pratica, anche perché lo zoccolo duro della squadra era composto da ragazzi arrivati dal Pontevalleceppi che mi avevano già avuto come allenatore e che sapevano già cosa chiedo ai giocatori. La società ha contribuito a compattare il gruppo, il resto l’ha fatto la qualità dei giocatori.”

Avete riconfermato quasi l’intera rosa anche per quest’anno, dimostrando di aver programmato alla perfezione la scorsa stagione, anche in vista di una possibile promozione di categoria. Quanto è importante dare continuità ad una squadra?
“Quando abbiamo preparato la squadra per la scorsa stagione abbiamo pensato anche a giocatori che potessero darci una mano in Promozione e per questo abbiamo riconfermato l’intera rosa, ad eccezione dei fuoriquota che saranno sostituiti con altri giovani. Siamo riusciti anche ad inserire qualche over più esperto come Betti, Ceccarelli (difensore centrale, ex-Angelana), Finocchi e Mortaro che sono tutti ottimi acquisti per rinforzare la rosa e darci qualche chance in più per dire la nostra in Promozione.”

Qual è il segreto per diventare un allenatore vincente che riesce a farsi seguire dal suo spogliatoio?
“Un allenatore ha sempre delle idee, dei moduli o delle situazioni calcistiche che preferisce, ma poi deve adattarsi al campo e ai giocatori che ha in squadra per poter far rendere al meglio l’intera rosa e trovare l’equilibrio giusto in ogni singola partita e nel corso del campionato. Un allenatore bravo, indipendentemente dal modulo che preferisce, deve tirare fuori il meglio da ogni giocatore e non fossilizzarsi sulle proprie idee: lo scorso anno, durante la preparazione estiva, abbiamo preparato due moduli principali, ma durante il campionato ci siamo dovuti adattare alle varie situazioni e siamo stati bravi a cambiare schieramento a seconda dell’avversario e delle condizioni di forma dei singoli calciatori. Per un allenatore è fondamentale avere a disposizione una giocatori di qualità e una rosa ampia, che permettono di variare a partita in corso e di sperimentare varie soluzioni per mettere sotto scacco l’avversario.”

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Nonostante la qualità già elevata della rosa siete intervenuti sul mercato. Alla squadra mancavano alcuni giocatori con determinate caratteristiche?
“Dopo un confronto con la società abbiamo deciso di intervenire sul mercato per puntellare la rosa e per rinforzare alcuni reparti in cui non avevamo molte alternative. I dirigenti sono stati bravi perché oltre a prendere un difensore centrale, un centrocampista e un esterno, sono riusciti a sopperire al vuoto lasciato da Marco Marri (nuovo direttore generale del Pierantonio Cosmos) prendendo un attaccante come Mortaro, che potrà dare alla squadra quel carisma e quella qualità che ci aveva sempre assicurato Marco. Abbiamo fatto i giusti movimenti e siamo intervenuti con precisione chirurgica sul mercato perché non volevamo intaccare lo zoccolo duro della squadra perdendo giocatori importanti, ma rinforzare la rosa con ragazzi di qualità e con tanta fame di vittoria. Ci manca qualche fuoriquota, ma per il resto siamo al completo. Ora non ci resta che aspettare la decisione della Lega per la ripresa del campionato e tornare in campo.”

Lorenzo Betti, jolly d’attacco classe 1989, è già stato allenato da lei in passato al Pontevalleceppi. Come mai ha deciso di puntare su di lui per la prossima stagione?
“Lorenzo è un fedelissimo. L’ho portato con me a Pianello, poi in Toscana, a Pontevalleceppi e ora al Pierantonio. È sempre un piacere avere in squadra ragazzi come lui perché è una bravissima persona che riesce ad inserirsi facilmente nello spogliatoio. In più ha grandi qualità e grande passo ed è un calciatore molto duttile, che può coprire molti ruoli e giocare tra i tre di centrocampo, nella trequarti o come esterno: sono caratteristiche che ci torneranno molto utili nel corso della stagione e che si sposano perfettamente col resto della rosa.”

Sempre grande fiducia da parte della società del Pierantonio: questa riconferma potrà essere una motivazione in più per stupire in Promozione?

“Sono nativo di Pierantonio e poter allenare la squadra della mia città in Promozione è un sogno personale che si avvera. Mi ha fatto moltissimo piacere che la società abbia deciso di riconfermarmi e di darmi fiducia per questa nuova sfida, che affronteremo con nuove energie e con una carica in più. Dopo aver vinto il campionato di Promozione con il Pontevalleceppi e aver conquistato l’Eccellenza ho avuto l’opportunità di tornare a casa e di allenare il Pierantonio: non ci ho pensato due volte e ho colto l’occasione al volo perché volevo rimettermi in gioco come allenatore e riconquistare la Promozione con la squadra della mia città. Ora dobbiamo dimostrare che meritiamo di stare stabilmente in questa categoria e che possiamo giocare alla pari con le grandi della Promozione.”

Ha già allenato in Promozione in passato. C’è una grande differenza tra squadre di Promozione e di Prima Categoria a livello tecnico-tattico?
“Ho avuto la fortuna di allenare squadre che hanno militato in entrambe le categorie e posso dire che la differenza tra Promozione e Prima Categoria è evidente: in Prima Categoria c’è un calcio più fisico, agonistico e più grintoso. Spesso vince chi ha più fame e non chi è più bravo tecnicamente o tatticamente. Capita spesso di giocare in campi piccoli e di riscontrare molte difficoltà a giocare palla a terra e impostare l’azione. Lo scorso anno siamo andati in difficoltà perché sbloccare le partite è sempre complicato in Prima Categoria, soprattutto quando giochi in casa delle ultime della classe che lottano per ogni centimetro di campo e non lasciano spazi: se riesci a passare in vantaggio poi li obblighi ad uscire e ad aprirsi e a quel punto viene fuori la qualità dei giocatori che ti permette di dilagare. Le avversarie di Prima Categoria, obbligandoti a giocare partite sporche, ruvide e combattute, ti insegnano a sfruttare l’episodio e a mantenere l’attenzione sempre al massimo perché spesso capita di vincere o perdere una partita all’ultimo secondo per un rimpallo o una chiusura sbagliata. In Promozione ci confronteremo con squadre più preparate a livello tecnico-tattico, che cercano sempre di sviluppare l’azione e di imporre il proprio gioco grazie a calciatori di qualità, ma sono sicuro che riusciremo a dimostrarci all’altezza della categoria e a fare un bel campionato.”

Guardando le avversarie, quali saranno le principali candidate al titolo o le rivali che potranno dare più fastidio?
“In Promozione dovremo confrontarci con realtà importanti e blasonate, difficili da affrontare. Stiamo cercando di costruire tutte le condizioni necessarie per fare un campionato di vertice, ma vincere è sempre difficile perché in campo troveremo avversari agguerriti. Ci sono squadre come Montone, Ventinella, Marra San Feliciano e Pontevecchio che militano stabilmente in Promozione da diversi anni e che si ripetono stagione dopo stagione chiudendo sempre tra le prime posizioni della classifica. Tra le principali concorrenti bisogna considerare anche Casa del Diavolo e la società nata dalla fusione tra Castello e Madonna del Latte che si sono mosse bene sul mercato: guardando le squadre che dovremo affrontare credo che per tutto il campionato ci saranno 9-10 squadre che si combatteranno i primi posti della classifica, ma non escludo che ci possano essere delle sorprese.”

Dopo il periodo di stop prolungato c’è tantissima voglia di tornare a giocare. Questa pausa obbligatoria ha influito sulla programmazione della nuova stagione e sui giocatori?
“La pausa ha influito eccome. Dovremo affrontare una stagione anomala, senza alcuna certezza e senza alcun precedente da cui prendere ispirazione perché è la prima volta nella storia del calcio che accade di dover preparare un campionato pieno di incognite, dubbi e incertezze. I giocatori poi vengono da un periodo prolungato di inattività e hanno potuto allenarsi solamente a livello atletico, ma sono più di sei mesi che non toccano un pallone e dovranno riabituarsi alle sedute tecniche. Il lavoro dovrà essere graduale e dovremo stare attenti ad evitare gli infortuni gestendo bene i carichi di lavoro, per poter affrontare ogni partita con la rosa al completo. Credo che tutti abbiano tantissima voglia di calcio quindi sarà necessario anche gestire questo entusiasmo e reinvestirlo durante il campionato. Sarà necessario un periodo di riadattamento alle situazioni di campo e ai movimenti tattici, ma penso che sarà solamente un problema iniziale che verrà superato abbastanza in fretta.”

La Lega ha finalmente diramato le indicazioni per lo svolgimento di allenamenti e partite per i campionati dilettanti. Pensa che le disposizioni siano giuste e adatte alle possibilità economiche e strutturali delle squadre dilettantistiche?
“Ho guardato il nuovo protocollo senza studiarlo con attenzione e da quello che ho visto sono state prese delle misure di sicurezza abbastanza coerenti con le possibilità degli impianti sportivi dilettantistici. Era evidente che il protocollo pensato per i professionisti fosse inapplicabile nelle categorie inferiori e penso che le disposizioni pensate dalla Lega siano state fatte “su misura” per la nostra realtà. sarà importante rispettare queste indicazioni per evitare di commettere errori che potrebbero far peggiorare la situazione e indurre un nuovo stop.”

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  Scritto da Filippo Feligioni il 14/08/2020
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