La Juventus riapre il dossier portieri dopo il grave infortunio di Kamil Grabara. Alfred Gomis sarebbe stato proposto ai bianconeri, ma i numeri positivi dell'ultima stagione non cancellano il principale dubbio sulla sua candidatura: l'ex Palermo ha chiuso la Serie B 2025/26 con l'88,9% di parate, giocando però appena 214 minuti.
È soprattutto qui che Neto guadagna terreno. La lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro del polacco ha costretto la società a muoversi in fretta, Luciano Spalletti ha confermato che la dirigenza sta valutando anche il mercato degli svincolati e il brasiliano, al momento, risulta il profilo più avanti.
Gomis, percentuali alte e pochissimo campo
La candidatura dell'ex Palermo ha una logica precisa: è svincolato, conosce il calcio italiano e nelle poche occasioni avute ha risposto bene. Nel campionato 2025/26 ha disputato 3 partite, due da titolare, per un totale di 214 minuti, affrontando 9 tiri nello specchio, effettuando 8 parate e subendo un solo gol, con due clean sheet.
Il dato è forte, ma la dimensione del campione pesa nella valutazione. Tre presenze in un'intera stagione significano pochissimo ritmo partita, e nell'emergenza creata dal ko di Grabara serve un portiere in grado di entrare subito nella rotazione alle spalle di Vicario.
Il criterio cambiato dall'infortunio
La questione non riguarda quindi il rendimento del senegalese nelle gare disputate, ma quanto campo abbia avuto di recente. La Juventus aveva costruito la gerarchia con Guglielmo Vicario titolare e il polacco come alternativa, e la lunga assenza di quest'ultimo modifica il tipo di ricerca.
Non è solo questione di percentuali: l'88,9% racconta che quando è stato utilizzato Gomis ha risposto bene, mentre i 214 minuti misurano quanto poco sia stato impiegato. Il club cerca una soluzione già pronta, non un profilo da riportare gradualmente alla condizione ideale.

Il volume di partite di Neto nel 2026
Qui emerge la differenza con il brasiliano. Prima di lasciare il Botafogo, Neto ha disputato 14 partite ufficiali nel 2026, tutte da titolare, per 1.214 minuti complessivi, con 43 parate su 62 conclusioni nello specchio, una percentuale del 69,4% e tre clean sheet.
La percentuale dell'ex Palermo resta nettamente superiore, ma deriva da 9 tiri affrontati. L'estremo difensore brasiliano ha invece gestito un volume molto maggiore di partite, minuti e conclusioni: è questa continuità recente a renderlo più adatto alla necessità immediata dei bianconeri.
L'apertura del brasiliano
C'è poi il fattore disponibilità. Gli agenti di Neto avrebbero dato totale apertura alla Juventus e il portiere spingerebbe per tornare a Torino. La società non ha ancora presentato un'offerta formale, ma nemmeno le richieste economiche verrebbero considerate un ostacolo rilevante.
Per il brasiliano sarebbe una seconda esperienza in bianconero dopo quella tra il 2015 e il 2017. Conosce già il club, l'ambiente e il tipo di ruolo che gli verrebbe affidato: allora era l'alternativa a Gianluigi Buffon, oggi arriverebbe per coprire le spalle a Vicario.
Il precedente torinese
Il passato juventino non è soltanto una suggestione. Neto sa cosa significa entrare in una squadra con una gerarchia già definita tra i pali: durante il primo biennio raccolse 22 presenze complessive, vincendo due Scudetti, due Coppe Italia e una Supercoppa italiana.
Per un club che vuole risolvere rapidamente l'emergenza, quella conoscenza dell'ambiente riduce i tempi di adattamento. Gomis resta un profilo di esperienza e una soluzione disponibile, ma parte più indietro perché la sua ultima stagione offre poche indicazioni sulla continuità.
Lo stato della corsa
La situazione, al momento, appare delineata. Il senegalese è stato proposto e i suoi ultimi numeri sono positivi, ma 3 presenze e 214 minuti pesano nella valutazione di un club che cerca garanzie immediate.
Le prossime ore diranno se la Juventus deciderà di affondare sul profilo più pronto a diventare subito il vice di Vicario.






