La Juventus cade al 94’ sul campo del Sassuolo e incassa la prima sconfitta del campionato alla quarta giornata. Un 3-2 incredibile per come si è sviluppata la partita: i bianconeri rimontano due volte, prima con la doppietta di Zhegrova, ma alla fine vengono puniti dall’ex Adzic in contropiede.
Il risultato racconta però soltanto una parte della storia. Perché la Juventus ha certamente buttato via la partita, ma il Sassuolo l’ha vinta con una precisa scelta tattica. Nei minuti conclusivi, quando molti allenatori avrebbero arretrato tutti gli uomini per difendere il 2-2, Aquilani ha mantenuto tre giocatori stabilmente a metà campo.
Juventus, una partita lenta che diventa una disfatta
Per larghi tratti la squadra di Spalletti è sembrata lontana dalla versione offensiva e aggressiva mostrata nella prima parte della sua esperienza bianconera. Il possesso è stato lento, con il 55% del totale, e la costruzione dal basso ha prodotto poche situazioni realmente pericolose.
La Juventus ha chiuso con otto tiri in porta, ma soltanto due erano arrivati al termine del primo tempo. I tocchi nell'area avversaria sono stati 29, appena sei nei primi 45 minuti. Numeri che raccontano una squadra poco incisiva e spesso costretta a cercare soluzioni dalla distanza.
Nico Gonzalez ha colpito la traversa al 2’, mentre Alajbegovic e Conceiçao hanno provato a dare qualcosa in più sul piano individuale. Al 33’ proprio Conceiçao ha servito a Koopmeiners una grande occasione, ma l’olandese ha calciato tra le braccia di Muric.
Anche Kolo Muani continua a vivere un momento complicato: l'attaccante è ormai a secco da 179 giorni. Nel finale Spalletti ha provato anche la soluzione con Woltemade, ma il nuovo assetto offensivo non ha prodotto la svolta sperata.
Sassuolo-Juventus, Aquilani prepara la sorpresa
Il Sassuolo ha disputato una partita intelligente, abbassando il ritmo quando necessario e affidandosi alla regia di Matic per gestire il possesso. La squadra di Aquilani ha cercato soprattutto di sfruttare la profondità con Berardi ed Esposito, senza rinunciare alla possibilità di attaccare gli spazi.
Una scelta tattica significativa era già emersa sui calci d’angolo difensivi: Aquilani lasciava quattro giocatori sulla linea di centrocampo per impedire alla Juventus di sfruttare una delle proprie armi migliori, i calci piazzati.
Ma la vera intuizione si è vista nel finale. Dopo il 2-2 di Zhegrova, il Sassuolo avrebbe potuto chiudersi davanti alla propria area e cercare di portare a casa un pareggio comunque pesante e prestigioso. Aquilani ha scelto invece una strada completamente diversa.
La mossa decisiva: tre uomini a metà campo
È proprio qui che, a mio avviso, la partita la vince Aquilani. Con la Juventus completamente proiettata in avanti e in pressione alla ricerca della vittoria, il tecnico del Sassuolo non ha ordinato una semplice difesa a oltranza.
Al contrario, ha lasciato tre uomini a metà campo, pronti a sfruttare la transizione. Una scelta rischiosa, soprattutto contro una Juventus che aveva appena trovato il 2-2 e sembrava avere l'inerzia dalla propria parte, ma che si è rivelata perfetta.
Quando i bianconeri hanno concesso l'ultimo contropiede, il Sassuolo aveva quindi uomini già posizionati per attaccare lo spazio. La Juventus si è fatta sorprendere completamente e Adzic, proprio l'ex cresciuto alla Continassa, ha avuto la possibilità di firmare al 94' il gol del definitivo 3-2.
Non è quindi soltanto una Juventus che perde una partita già rimontata due volte. È anche un Sassuolo che ha avuto il coraggio di provare a vincerla fino all'ultimo secondo. Aquilani ha scelto di non subire passivamente il finale e quella scelta ha fatto la differenza.
Zhegrova riporta due volte la Juventus in partita
La partita sembrava essersi messa definitivamente sui binari del Sassuolo quando Esposito ha sfruttato al 65' un corridoio centrale e ha battuto Vicario in diagonale. La Juventus ha però reagito con l'ingresso di Zhegrova, capace di cambiare il volto dell'attacco.
Il kosovaro ha approfittato di un'uscita a vuoto di Muric per firmare l'1-1 all'82'. Quando poi Bowie ha riportato avanti il Sassuolo all'89', sembrava arrivata la condanna definitiva per i bianconeri.
Zhegrova ha però trovato ancora la forza di reagire, sorprendendo nuovamente Muric sul primo palo per il 2-2 al 92'. La Juventus aveva dunque completato una doppia rimonta nel giro di pochi minuti e sembrava avere tutto dalla propria parte.
In realtà mancava ancora l'ultima giocata, quella preparata dal Sassuolo e finalizzata da Adzic. Un contropiede che trasforma una partita ormai destinata al pareggio in una delle sconfitte più sorprendenti dell'inizio di stagione juventino.
Spalletti, adesso la Juventus non può più sbagliare
Il ko di Reggio Emilia arriva alla quarta giornata e non può ancora essere definito una crisi. Ma il modo in cui è maturato deve far riflettere. La Juventus ha mostrato carattere rimontando due volte, ma ha anche evidenziato una lentezza nella costruzione e una fragilità difensiva che fino a poco tempo fa sembravano elementi più solidi.
La situazione diventa ancora più delicata guardando al calendario. All'orizzonte ci sono la sfida europea con il Nec e poi l'Atalanta in campionato, in una fase nella quale l'ambiente dello Stadium non sembra particolarmente paziente.
Spalletti dovrà quindi recuperare rapidamente brillantezza e continuità. La Juventus ha perso una partita che sembrava aver rimesso in piedi due volte, ma sarebbe riduttivo fermarsi soltanto agli errori bianconeri.
Perché il Sassuolo ha avuto il merito di non accontentarsi del pareggio. E Aquilani, proprio nel momento in cui sarebbe stato più facile difendersi, ha scelto di lasciare tre uomini a centrocampo. Una scelta coraggiosa, studiata e alla fine vincente. Il gol di Adzic al 94' ne è stato il premio.







