La partita per la guida della Federcalcio si gioca su più tavoli e il tempo a disposizione è sempre meno. La Serie A non ha ancora trovato una posizione condivisa sul candidato da sostenere alle elezioni del 14 dicembre: da una parte Giovanni Malagò, dall’altra Adriano Galliani. Nei prossimi giorni sono previsti nuovi contatti con le società ancora indecise, alla ricerca dei consensi necessari per definire le candidature.
Presidenza FIGC, vertice tra le leghe e l'AIC
Nelle prossime ore è in programma un nuovo incontro da remoto tra i rappresentanti delle quattro leghe calcistiche e l’Associazione Italiana Calciatori. Al tavolo sono attesi Ezio Simonelli per la Serie A, Paolo Bedin per la Serie B, Matteo Marani per la Serie C, Giancarlo Abete per la Lega Nazionale Dilettanti e Umberto Calcagno per l’AIC.
La riunione si inserisce nel confronto tra le diverse componenti del calcio italiano, chiamate a seguire da vicino gli sviluppi della corsa elettorale. Il vertice potrebbe offrire l’occasione per discutere gli scenari aperti, mentre resta da capire quale sarà l’orientamento definitivo della massima serie.
Il calendario, intanto, impone un’accelerazione: il termine per presentare le candidature è fissato al 4 novembre. Al momento, nessuno dei due potenziali candidati può considerare acquisita con certezza la maggioranza necessaria per ottenere il sostegno della Serie A.
Galliani contro Malagò, la Serie A resta spaccata
La riunione informale che ha coinvolto da remoto 14 società del massimo campionato non ha prodotto una svolta. All’appuntamento non hanno partecipato Inter, Juventus, Milan, Lazio, Roma e Napoli, mentre tra i club presenti sono emerse posizioni differenti sull’eventualità di cambiare candidato rispetto all’indirizzo inizialmente espresso a favore di Malagò.
Il fronte che sostiene Galliani, con Inter e Atalanta indicate tra le società più favorevoli alla sua candidatura, ritiene necessario imprimere un cambio di direzione alla gestione della Federcalcio. Sul versante opposto, chi continua a sostenere Malagò richiama la posizione assunta dalla Lega Serie A a inizio ottobre, contestando l’idea di giudicarne l’operato dopo appena quattro mesi.
La contrapposizione non riguarda soltanto i nomi, ma anche la direzione che il calcio italiano dovrebbe intraprendere. Per questo gli incontri individuali annunciati nei prossimi giorni possono assumere un peso significativo nel tentativo di sciogliere il nodo.
Quattro o cinque club possono decidere la partita
A fare la differenza potrebbero essere quattro o cinque società che non hanno ancora scelto da che parte schierarsi. Alcuni club dovranno confrontarsi con le rispettive proprietà prima di assumere una posizione definitiva, rendendo ancora più importanti i colloqui diretti con i due potenziali candidati.
Malagò punta a consolidare il sostegno già raccolto, mentre Galliani cerca di ampliare il proprio fronte e convincere chi ritiene necessario un cambiamento. Le prossime ore potrebbero quindi chiarire meglio i rapporti di forza, anche se al momento non ci sono elementi per indicare un candidato in vantaggio in modo definitivo.
Elezioni FIGC, il conto alla rovescia è partito
La scadenza del 4 novembre rappresenta il primo passaggio decisivo di una corsa che condurrà alle elezioni del 14 dicembre. Prima di allora, la Serie A dovrà cercare di risolvere le proprie divisioni e definire il sostegno da riservare al candidato prescelto.
Il confronto tra le leghe e l’AIC si svolge in questo clima di incertezza, con tutte le componenti interessate a capire quali equilibri emergeranno dalla sfida tra Malagò e Galliani. La partita resta aperta: i prossimi incontri e le decisioni delle società ancora indecise saranno determinanti per capire quale strada imboccherà il calcio italiano nella scelta del nuovo presidente federale.







