C'è una Roma che incanta e un'altra che improvvisamente si smarrisce. Il problema è che tra le due versioni giallorosse passano appena quindici minuti di intervallo. Anche a Manchester, contro lo United, la squadra di Gian Piero Gasperini ha dilapidato un doppio vantaggio, passando dal possibile colpo esterno alla beffa del 3-2 finale. Non è più soltanto una coincidenza: tre rimonte subite in quattro partite di Champions League cominciano a delineare un problema strutturale.
Roma, da Istanbul a Manchester: tre rimonte che pesano
La notte di Old Trafford sembrava essersi trasformata in una grande occasione. La Roma aveva interpretato il primo tempo con personalità, qualità e coraggio, costruendo un vantaggio di 2-0 che, per quanto visto in campo, non appariva affatto casuale. Malen e Soulé avevano fatto tremare lo United, con altre opportunità per arrotondare ulteriormente il risultato.
Gli inglesi, addirittura, avevano impiegato 26 minuti per trovare il primo tentativo verso la porta avversaria, peraltro senza particolare precisione. Poi, però, è cambiato tutto. Nella ripresa i giallorossi hanno perso il controllo della partita, arretrando progressivamente e lasciando spazio alla reazione dei padroni di casa.
All'Old Trafford l'ultimo capitolo
La rimonta di Manchester è soltanto l'ultimo capitolo di una storia che aveva già conosciuto altri due episodi dolorosi. A Istanbul, contro il Fenerbahce, la Roma si era fatta raggiungere sull'1-1 in apertura di secondo tempo, dopo essere andata in vantaggio con Cristante.
Ancora più clamoroso quanto accaduto all'Olimpico contro il Real Madrid. In quella circostanza i giallorossi erano avanti 3-1, prima di subire tre reti negli ultimi otto minuti, tutte nate da situazioni di calcio d'angolo. Una partita che sembrava in cassaforte si era trasformata in una sconfitta difficilissima da digerire.
Il problema è nella ripresa: errori individuali e fragilità
A Manchester il copione si è ripetuto, anche se con dinamiche differenti. Il cambio Pisilli per Mora, valutato col senno di poi, non ha probabilmente prodotto gli effetti sperati. Dopo appena trenta secondi dall'inizio della ripresa, Baleba ha trovato spazio per uno slalom pericoloso, interrotto soltanto da uno strappo muscolare che ha evitato conseguenze peggiori nell'immediato.
Poi è arrivato il rigore, con la paura di rivivere quanto accaduto contro il Real. Ma il momento decisivo è stato anche quello dell'errore individuale di Balerdi, fino a quel momento tra i migliori in campo insieme a Soulé. Una disattenzione che ha spalancato a Cunha la strada per il pareggio.
Il finale ha completato la beffa: Balerdi ha tenuto in gioco Lacey e successivamente non è riuscito a contenere la progressione di Cunha, protagonista dell'azione che ha portato al definitivo 3-2. Anche Mancini, con il fallo che ha provocato il calcio di rigore, ha contribuito a una ripresa da dimenticare.
La classifica europea racconta una Roma dai due volti
I numeri rendono ancora più evidente il contrasto tra quanto prodotto nei primi 45 minuti e il rendimento complessivo. Dopo quattro giornate di Champions League, la Roma si ritrova con appena quattro punti, un bottino che non rispecchia pienamente le qualità mostrate in diverse fasi delle partite.
C'è un dato che fa riflettere: se gli incontri terminassero al duplice fischio del primo tempo, i giallorossi avrebbero conquistato dieci punti anziché quattro. Tre punti a Istanbul, un pareggio contro il Real Madrid e le vittorie contro Slovan e Manchester United. Naturalmente il calcio non concede classifiche alternative e i risultati si costruiscono nell'arco dei novanta minuti, ma la statistica fotografa perfettamente il problema.
Gasperini dovrà quindi lavorare soprattutto sulla gestione dei momenti difficili. Non basta partire forte, imporre il proprio gioco e mettere alle corde avversari di livello internazionale. Serve anche la capacità di amministrare il vantaggio, mantenere lucidità quando cambia l'inerzia e non concedere agli avversari la possibilità di rientrare in partita.
Svilar, Koné e Dybala: tre rientri per cambiare marcia
Non bisogna però dimenticare il peso dell'emergenza infortuni. La Roma sta affrontando questo avvio europeo senza poter contare sempre su alcuni elementi fondamentali e i possibili rientri di Svilar, Koné e Dybala potrebbero rappresentare un'iniezione importante di qualità ed esperienza.
Prima di rituffarsi in Europa, i giallorossi avranno due appuntamenti di campionato sulla carta abbordabili: il Sassuolo all'Olimpico e la trasferta contro il Parma. Due occasioni per ritrovare fiducia, punti e soprattutto quella solidità che sembra evaporare dopo l'intervallo.
E il 25 novembre c'è il Paris Saint-Germain!
Il prossimo impegno europeo è invece fissato per mercoledì 25 novembre a Parigi contro il Paris Saint-Germain. Una trasferta tutt'altro che semplice, nella quale la squadra di Gasperini dovrà dimostrare di aver imparato qualcosa dalle ultime delusioni.
Tre indizi fanno una prova, recita il vecchio detto. La Roma ha già visto troppe volte sfumare il lavoro di un intero primo tempo. La qualità per competere non manca, ma adesso occorre ritrovare continuità, concentrazione e personalità anche quando la partita entra nella sua fase decisiva. Perché le grandi squadre non si riconoscono soltanto da come sanno cominciare una partita, ma soprattutto da come riescono a finirla.







