La Juventus prepara un nuovo tentativo per cedere Teun Koopmeiners a gennaio, ma trovare club interessati non basta. Il vero nodo riguarda la formula: per evitare una minusvalenza servirebbe una cessione definitiva nell'area dei 25 milioni di euro, mentre un prestito lascerebbe il cartellino e il relativo ammortamento nei conti bianconeri.
È questa la differenza che spiega perché l'interesse registrato in estate non abbia portato alla separazione. Le richieste non sono mancate, ma diverse piste conducevano a una soluzione temporanea, e per il club vendere o prestare il centrocampista rispondono a due esigenze economiche differenti.
Da oltre cinquanta milioni alla soglia dei venticinque
Koopmeiners è arrivato dall'Atalanta nell'agosto 2024 per 51,3 milioni di euro, ai quali si aggiungono fino a 3,4 milioni di costi accessori e bonus che possono raggiungere altri 6 milioni. Il contratto firmato scade il 30 giugno 2029.
Il costo sostenuto nel 2024 non coincide però con il peso attuale del cartellino a bilancio. La cifra dell'acquisto viene distribuita contabilmente lungo la durata del contratto attraverso l'ammortamento: con il passare delle stagioni diminuisce la quota ancora da ammortizzare e, di conseguenza, il valore residuo.
Per questo la Juventus non deve recuperare oggi tutti gli oltre 50 milioni investiti due anni fa. In vista di gennaio la soglia indicata per evitare una minusvalenza si colloca nell'area dei 25 milioni: non il nuovo valore di mercato dell'olandese, ma il riferimento contabile che rende sostenibile una cessione definitiva.
Perché quella cifra conta
In caso di trasferimento a titolo definitivo il club confronta il prezzo della cessione con il valore residuo del cartellino. Se incassa più della quota ancora iscritta a bilancio genera una plusvalenza; se vende a una cifra inferiore registra una minusvalenza.
È qui che i 25 milioni diventano centrali. Scendere nettamente sotto quella soglia permetterebbe comunque di liberare spazio in rosa e costi futuri, ma produrrebbe una perdita contabile sull'operazione. Il problema, quindi, non è trovare semplicemente una nuova squadra: serve un compratore disposto ad avvicinarsi alla cifra necessaria.
Cosa cambia con il prestito
Con una cessione temporanea di sei mesi il quadro è diverso. Il centrocampista resterebbe di proprietà della Juventus, il cartellino continuerebbe a figurare tra gli attivi e l'ammortamento proseguirebbe.
Una soluzione del genere offre comunque vantaggi: il nuovo club può assumersi parte dell'ingaggio, i bianconeri possono ottenere un corrispettivo e l'olandese può trovare continuità provando a recuperare valore. Non è solo una questione di forma contrattuale, però: la vendita chiude il dossier, il prestito lo sposta all'estate.
L'estate ha già mostrato l'ostacolo
L'ultima sessione di mercato ha reso evidente la distanza tra interesse e disponibilità all'acquisto. Il Besiktas ha insistito negli ultimi giorni, mentre Galatasaray, Monaco, Everton e Newcastle hanno seguito la situazione: parte di quell'interesse, però, era legata alla possibilità di un prestito.
Alla Juventus serviva inoltre una soluzione sostenibile sul piano sportivo. Negli ultimi giorni del mercato la rosa era corta a centrocampo e perdere il giocatore senza il tempo per sostituirlo avrebbe ridotto le alternative di Luciano Spalletti.
A gennaio il quadro cambia. Il recupero di Khéphren Thuram amplia nuovamente le scelte in mediana, mentre altri mesi di ammortamento riducono il valore residuo del cartellino: la finestra invernale offre quindi condizioni diverse, sia tecniche sia contabili.
Il prestito resta l'alternativa
Se non arrivasse un compratore disposto a raggiungere la soglia necessaria per il definitivo, la cessione temporanea resterebbe la seconda strada. Sei mesi con maggiore continuità permetterebbero all'olandese di rilanciarsi e al club di alleggerire i costi immediati.
Nel frattempo l'ammortamento continuerebbe e nell'estate 2027 il valore residuo sarebbe ancora più basso. La logica sarebbe quindi lineare: prestito a gennaio e nuovo tentativo di vendita in estate, con condizioni contabili potenzialmente più favorevoli.
Tre mesi per cambiare lo scenario
Prima di gennaio resta però il campo. Koopmeiners ha iniziato il 2026/27 segnando contro il Parma e servendo a Federico Gatti l'assist dell'1-1 contro il Milan, senza però conquistare stabilmente una maglia da titolare nelle gerarchie del tecnico.
I prossimi tre mesi possono ancora modificare il quadro, ma il punto di partenza per il mercato è definito. Alla Juventus non basta sapere quante squadre vogliono il centrocampista: conta chi è disposto a comprarlo e con quale formula, ed è questo il significato della soglia dei 25 milioni.






