Nessun esonero, ma nessuno sconto. Dopo il 2-0 subito a Marassi contro il Genoa, la Juventus conferma Luciano Spalletti in panchina e sposta il peso della crisi sui giocatori: come riportato da Sportmediaset, la dirigenza ha scelto la linea dura, con l'amministratore delegato Giovanni Carnevali che ha affrontato la squadra senza giri di parole. Da venerdì 30 ottobre il gruppo resterà in ritiro fino a domenica sera, quando all'Allianz Stadium arriverà il Napoli, con calcio d'inizio alle 20:45. Il messaggio che arriva da Torino è uno solo: nessun margine d'errore, tutti sotto esame.
Il confronto alla Continassa
Il confronto è andato in scena giovedì mattina alla Continassa, a poche ore dal ko di mercoledì sera. Carnevali, amministratore delegato e direttore generale dal 12 giugno dopo dodici anni alla guida del Sassuolo, ha ricordato ai calciatori le loro responsabilità verso la proprietà, il club e i tifosi. Ha ribadito la fiducia nel gruppo, ma ha definito inaccettabile la situazione attuale, pretendendo una reazione immediata, forte e concreta.
Il ritiro anticipato è stato chiesto da Spalletti e condiviso dalla società. La posizione del tecnico, legato ai bianconeri da un contratto rinnovato ad aprile fino al 30 giugno 2028, non è in discussione. La scelta della dirigenza è più che una conferma: sposta il conto, per ora, interamente sullo spogliatoio.
La serata di Marassi
Il Genoa di Daniele De Rossi, cresciuto da calciatore alla Roma di Spalletti, ha chiuso la pratica in mezz'ora. Al 12' è arrivato il primo gol in rossoblù di Ehizibue, con la deviazione di Cambiaso, e al 28' il raddoppio di Baldanzi, dopo un rinvio sbagliato di Kalulu. Nella ripresa, l'unico sussulto è stata la traversa di Koopmeiners.
Per la Juventus è la terza sconfitta in nove giornate, e nelle ultime quattro gare tra campionato ed Europa League è arrivata una sola vittoria. La sequenza descrive una squadra senza continuità: 0-3 in casa con la Lazio, 2-2 con il Rennes, 2-0 a Lecce, poi Marassi.
Lo strappo di Spalletti
Ai microfoni di DAZN il tecnico ha aperto con le scuse: «Intanto si chiede scusa ai tifosi per la prestazione, che è la prima cosa da fare». Poi l'affondo sul gruppo: «Il calcio è andato in una direzione di lotta, e noi siamo poca roba». E ancora, con una frase che pesa sul rapporto con la squadra: «Dobbiamo metterci qualcosa in più, ammesso che questi calciatori ce l'abbiano».
Il ritiro che Spalletti aveva cancellato
La scelta ha un peso particolare proprio per chi l'ha chiesta. Nel dicembre 2025, alla vigilia di Bologna-Juventus, Spalletti aveva abolito i ritiri pre-partita: «Non andremo più in ritiro», spiegando di considerarli «una corrosione, una ruggine per i muscoli e per la testa». Dieci mesi dopo è lo stesso tecnico a chiudere la squadra per tre giorni, segno di quanto la fiducia nel gruppo si sia incrinata.
Classifica e contesto
La classifica spiega l'urgenza: la Juventus è ottava con 14 punti, a -11 dalla coppia di testa Inter-Lazio e a -6 dal Como quarto, ultimo posto utile per la Champions League. Il Napoli, reduce dal 4-1 di Monza con Landucci in panchina, ha gli stessi punti ed è davanti per differenza reti. Domenica i partenopei saranno senza Massimiliano Allegri, squalificato per due giornate dopo l'espulsione nel finale di Napoli-Roma 3-3: l'ex tecnico bianconero ha rinunciato al ricorso.
I precedenti con il Napoli
I precedenti recenti raccontano due storie diverse. A Napoli, il 7 dicembre 2025, Spalletti incassò la sua prima sconfitta da allenatore della Juventus (2-1); allo Stadium, il 25 gennaio 2026, finì 3-0 per i bianconeri con i gol di David, Yildiz e Kostic. Per Spalletti, che con gli azzurri ha vinto lo scudetto 2022-23, la sfida arriva a un anno esatto dal suo arrivo a Torino, ufficializzato il 30 ottobre 2025 dopo l'esonero di Igor Tudor.
Dieci giorni sotto esame
Sui social la protesta corre con lo slogan «Spallettiout» e una parte dei tifosi invoca il ritorno di Antonio Conte, ma la società ha scelto un'altra strada. Dopo il Napoli la Juventus volerà in Olanda per AZ Alkmaar-Juventus di Europa League, giovedì 5 novembre, forte dei 7 punti raccolti nelle prime tre giornate. Poi la trasferta di domenica 8 novembre al Franchi contro la Fiorentina, ultimo impegno prima della sosta per le nazionali: tre partite per trasformare il ritiro nella reazione chiesta da Carnevali.






