La trattativa era arrivata alle battute finali e il difensore aveva ormai preparato il trasferimento, ma Alessio Romagnoli è stato costretto a fare ritorno alla Lazio. L'accordo con l'Al Sadd sembrava definito in ogni dettaglio, eppure un nuovo ostacolo ha cambiato ancora una volta lo scenario.
Il centrale biancoceleste si è così presentato a Formello per iniziare la preparazione estiva agli ordini di Gennaro Gattuso. Una situazione che fino a pochi giorni fa sembrava impensabile, considerando che mancavano soltanto le visite mediche e l'annuncio ufficiale del passaggio in Qatar.
L'accordo era definito, poi il ribaltone
Per la seconda volta nel giro di pochi mesi, il trasferimento di Romagnoli all'Al Sadd si è improvvisamente fermato quando tutto sembrava ormai concluso. L'intesa prevedeva un contratto triennale da sei milioni di euro netti a stagione per il difensore, mentre la Lazio avrebbe incassato un indennizzo di tre milioni di euro.
A far saltare l'operazione non sono state questioni tecniche o legate alla volontà del giocatore, ma le difficoltà economiche che stanno interessando il Qatar. Il parziale blocco degli investimenti verso l'estero, conseguenza del conflitto nel Golfo Persico, ha spinto l'Al Sadd a chiedere una modifica delle modalità di pagamento concordate con la società biancoceleste.
Il club qatariota ha infatti proposto di rinviare di dodici mesi il versamento delle due rate previste nell'accordo. Una richiesta che la Lazio ha respinto senza margini di trattativa, confermando la volontà di rispettare integralmente le condizioni pattuite in precedenza.
Romagnoli, dopo le visite mediche svolte con il club, ha commentato con poche parole la vicenda, spiegando di non conoscere nel dettaglio le ragioni del nuovo stop e di essere pronto, nell'immediato, ad allenarsi nuovamente con la Lazio.
Una vicenda che si trascina da gennaio
L'attuale situazione rappresenta il secondo capitolo di una storia iniziata già durante il mercato invernale. Anche allora il trasferimento all'Al Sadd sembrava ormai definito, con condizioni economiche persino più favorevoli per la Lazio, pronta a incassare circa sette milioni di euro.
In quella circostanza fu però il cambio di scenario interno al club biancoceleste a bloccare tutto. Le valutazioni tecniche portarono infatti a sospendere la cessione, mentre il successivo tentativo di riaprire la trattativa non andò a buon fine per il mancato accordo sugli ultimi aspetti economici legati al contratto del difensore.
Secondo quanto riferito dall'entourage del giocatore, la trattativa non può essere considerata definitivamente chiusa. L'attesa riguarda infatti lo sblocco del budget destinato ai club qatarioti per le operazioni internazionali. Fino a quel momento, però, Romagnoli continuerà a lavorare regolarmente con la Lazio, pur mantenendo l'obiettivo di trasferirsi all'Al Sadd.
Cosa cambia per la Lazio sul mercato
Lo stallo della trattativa obbliga la Lazio a convivere con un'incertezza destinata a incidere anche sulle prossime operazioni di mercato. La società, infatti, continua a monitorare il profilo del giovane Noah Markmann del Nordsjælland, considerato il principale candidato a raccogliere l'eredità di Romagnoli qualora il trasferimento dovesse concretizzarsi.
Diversa, invece, la situazione relativa a Dominguez, pista che nelle ultime settimane si è raffreddata a causa della distanza economica tra la richiesta della Dinamo Zagabria e l'offerta biancoceleste.
Anche il reparto offensivo resta sotto osservazione. Tra i nomi valutati è tornato d'attualità quello di Gimenez, operazione ritenuta complessa ma che il club intende seguire nelle prossime settimane.
La posizione della Lazio, comunque, resta immutata: senza il rispetto delle condizioni economiche concordate inizialmente, il via libera alla cessione non arriverà. Per Romagnoli, dunque, il presente resta a Formello, mentre il futuro continua a dipendere dall'evoluzione di una delle trattative live più particolari di questa estate.







