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Mattia Fortin segue le orme di papà Marco: da riserva a Superman

DiStefano Bagliani·Pubblicato

Doveva essere il terzo portiere, si è ritrovato protagonista. Mattia Fortin ha sfruttato le occasioni concesse dagli infortuni di Joronen e Perin, diventando una delle sorprese del Palermo di Inzaghi.

Mattia Fortin segue le orme di papà Marco: da riserva a Superman
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Al minuto 92 di Avellino-Palermo, con il risultato fermo sull’1-1, gli oltre 11 mila spettatori del Partenio-Lombardi avevano già pregustato il gol. Walid Cheddira calcia a botta sicura, ma Mattia Fortin si tuffa rapidamente e respinge. Poco dopo si ripete su Biasci, completando una prestazione da quattro parate decisive.

Una partita che Fortin, classe 2003, non avrebbe dovuto giocare. Arrivato al Palermo dal Lens con la formula del prestito con diritto di opzione, il portiere era stato inizialmente pensato come alternativa a Joronen e poi a Mattia Perin. Gli infortuni e la condizione non ancora stabile dei compagni gli hanno però spalancato la porta.

L’occasione arrivata nel momento giusto

Fortin ha risposto alla chiamata nel migliore dei modi. Dopo aver mantenuto la porta inviolata contro la Juve Stabia, si è confermato ad Avellino, dove le sue parate nel finale hanno permesso al Palermo di conservare il pareggio.

Il rendimento racconta bene il momento del giovane portiere. Contro la Juve Stabia ha respinto tutti e quattro i tiri arrivati nello specchio, mentre ad Avellino ha chiuso con quattro parate su cinque conclusioni nello specchio, risultando incolpevole sul gol subito.

La Gazzetta dello Sport sottolinea proprio la capacità di Fortin di trasformare un’occasione nata dalle assenze in una possibilità concreta. Il Palermo cercava affidabilità tra i pali e il classe 2003 ha risposto con personalità, freddezza e continuità.

Sabato, contro il Padova, la squadra rosanero tornerà in campo al Barbera. Una sfida dal significato particolare per Fortin, visto che proprio con il club biancoscudato ha firmato il primo contratto da professionista nell’agosto 2022.

Il numero 14 come papà Marco

La storia di Mattia si intreccia inevitabilmente con quella di papà Marco Fortin, ex portiere protagonista nei primi anni Duemila. Un cognome che nel calcio italiano è legato anche a una curiosa tradizione: il numero 14.

Marco lo aveva scelto giocando sull’assonanza tra Fortin e “fourteen”, trasformando quella maglia in un vero e proprio segno distintivo della propria carriera. Aveva anche consigliato al figlio, quando Mattia era ancora nelle giovanili del Padova, di non utilizzare lo stesso numero.

«Quello è il mio simbolo, vengo quasi ricordato più per quello che per le parate», aveva raccontato Marco. Il consiglio, però, non è stato seguito. Mattia indossa infatti il 14 anche con il Palermo e ha trasformato a sua volta quel numero in una caratteristica della propria carriera.

«Tutti chiamano così anche me, sarà dura farglielo ammettere ma papà ne sarà orgoglioso», aveva raccontato Mattia.

Da Siena alla Serie A, la storia di Marco

Marco Fortin non è stato soltanto il padre di un giovane portiere emergente. È stato un estremo difensore capace di conquistare 73 presenze in Serie A con Siena e Cagliari tra il 2004 e il 2008.

Il momento più importante della sua carriera è legato proprio al Siena, con la vittoria del campionato di Serie B 2002/2003 che portò i bianconeri alla loro prima storica promozione nella massima serie. Fortin fu protagonista di quella stagione con 37 partite disputate su 38 e appena 23 gol subiti.

La sua carriera era iniziata nel settore giovanile dell’Inter, prima dell’esordio in Serie B con il Treviso e di un lungo percorso tra Serie B e Serie C. La chiusura arrivò con il Calvi Noale, squadra del paese natale, con cui vinse anche il campionato di Eccellenza 2014/2015.

Una carriera costruita tra sacrificio e continuità, dalla quale Mattia ha preso soprattutto l’ispirazione per scegliere il ruolo. «Sono sempre stato sicuro di voler fare il portiere. Anche perché sono cresciuto seguendo le partite di papà e mi sono innamorato del ruolo. Mi ha ispirato».

Mattia, una strada diversa verso la Serie A

Il percorso di Mattia è però diverso da quello del padre. Il giovane portiere ha già assaggiato la Serie B e a 23 anni si trova adesso dentro una squadra che punta dichiaratamente alla promozione.

La Gazzetta dello Sport evidenzia come Fortin abbia saputo sfruttare le occasioni arrivate nel momento più inatteso. Prima il clean sheet in Coppa Italia contro il Lecce, poi quello contro la Juve Stabia e infine la prova di Avellino, dove è stato decisivo soprattutto nei minuti conclusivi.

Anche la sua formazione personale racconta un ragazzo attento alla componente mentale del ruolo. Fortin era iscritto alla facoltà di Psicologia e questo elemento si inserisce bene nella descrizione di un portiere chiamato a gestire pressione e responsabilità.

Il Palermo, dal canto suo, può contare su un'alternativa che ha dimostrato di essere pronta quando chiamata in causa. L’infortunio di Perin ha trasformato Fortin da terzo portiere a titolare e le sue prestazioni hanno reso meno pesante l’assenza dei giocatori inizialmente davanti a lui nelle gerarchie.

Da riserva a protagonista: il sogno continua

La vicenda di Fortin racconta soprattutto quanto possa cambiare rapidamente la gerarchia di una squadra. Partito alle spalle di Joronen e Perin, il portiere ha sfruttato le occasioni e si è guadagnato attenzione con le prestazioni.

La Gazzetta dello Sport lo ha raccontato come una delle nuove garanzie della porta rosanero. Adesso toccherà a Inzaghi decidere quanto spazio concedergli, ma il portiere ha già dimostrato di poter sostenere la responsabilità.

E c’è anche un dettaglio che rende la storia ancora più particolare: proprio come era accaduto a Marco, anche Mattia si è trovato a giocare da secondo sfruttando l’assenza del titolare. Una coincidenza che lega ancora di più due percorsi generazionali.

Il numero 14 è rimasto lo stesso. Le parate decisive sono il nuovo elemento della tradizione di famiglia. E per Mattia Fortin, quella che sembrava una semplice occasione potrebbe trasformarsi nel primo vero passo verso il sogno della Serie A.

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Autore

Stefano Bagliani
Stefano Bagliani

Caporedattore

Caporedattore di SetteCalcio.it | Giornalista Pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria

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