Sette punti sui quindici disponibili. È questo il bilancio del Napoli dopo le prime cinque giornate di campionato, un bottino che mette già Massimiliano Allegri sotto pressione. La classifica racconta una partenza al di sotto delle aspettative, con la vetta distante sei punti e appena due vittorie nelle prime sei gare ufficiali.
A Firenze una vittoria sfumata
A Firenze la sensazione è stata quella di una vittoria ormai vicina, almeno dopo il vantaggio firmato da Gilmour. Il primo tempo aveva regalato qualche sofferenza, con le traverse di Atta e Fagioli, ma il gol del centrocampista aveva permesso al Napoli di andare all'intervallo avanti.
Nella ripresa, però, sono bastati sei minuti per cambiare completamente la partita. Jimenez ha trovato il pareggio con la involontaria collaborazione di Rafa Marin, apparso il più fragile di una linea difensiva che, per il resto, aveva contenuto bene Mastantuono e lasciato pochissimo spazio a Pellegrino e Beto.
Il problema vero è arrivato dopo l'1-1. Per buona parte della ripresa il Napoli ha fatto poco per cercare concretamente la vittoria. Hojlund è rimasto quasi fuori dalla partita, puntualmente anticipato da Dragusin, mentre Politano e Lang hanno faticato a incidere.
Un attacco che ha prodotto troppo poco
Anche De Bruyne, in questa occasione, non è riuscito a lasciare il segno che ci si sarebbe aspettati. La squadra ha ritrovato un po' di vivacità soltanto con gli ingressi di Lucca e soprattutto Neres.
Il brasiliano ha provato a cambiare ritmo alla manovra offensiva, ma ha trovato sulla propria strada un De Gea decisivo, capace di murare i suoi tentativi così come quello di Favasuli. Troppo poco, comunque, per una squadra che aveva bisogno di una vittoria per affrontare la sosta con maggiore serenità.
Resta poi il dubbio legato alla gestione dei cambi. Allegri ne ha effettuati soltanto quattro, con l'ultimo, Anguissa per Lobotka, arrivato praticamente allo scadere. Soprattutto, appare difficile non interrogarsi sul mancato utilizzo, anche parziale, di Vergara in una fase della gara nella quale sarebbe servita maggiore freschezza.
Sette punti: il confronto con il passato
Il dato numerico rende ancora più evidente la falsa partenza del Napoli. I sette punti conquistati nelle prime cinque giornate sono nettamente inferiori ai bottini ottenuti nelle ultime stagioni dalle squadre che hanno preceduto quella di Allegri.
Lo scorso anno il Napoli campione d'Italia guidato da Conte aveva già raggiunto quota 12. Il Napoli che con lo stesso Conte aveva conquistato lo scudetto nel 2025 era invece a quota 10, mentre la formazione di Spalletti che avrebbe vinto il campionato nel 2023 aveva raccolto 11 punti.
Il dato è significativo anche guardando alla stagione 2023-24, quella caratterizzata dall'avvicendamento in panchina tra Rudi Garcia, Walter Mazzarri e Francesco Calzona. Anche allora il Napoli non era partito bene, ma dopo cinque giornate il tecnico francese aveva comunque ottenuto otto punti: uno in più rispetto al bilancio attuale.
Dopo la sosta tre partite per cambiare ritmo
Adesso arriva la pausa per la Nazionale, una parentesi che può trasformarsi in un momento di riflessione per Allegri e per tutto l'ambiente napoletano. Quando il pallone tornerà a rotolare, il calendario proporrà tre appuntamenti che sulla carta sembrano offrire l'occasione per invertire rapidamente la tendenza.
Il 10 ottobre il Napoli riceverà il Frosinone al Maradona, il 13 sarà impegnato in Champions League sul campo del Villarreal, mentre il 17 farà visita al Venezia. Tre gare ravvicinate, tre successi potenzialmente in palio e soprattutto la possibilità di ritrovare continuità.
È proprio qui che si giocherà una parte importante del prossimo capitolo della stagione. Il Napoli non può cancellare i sette punti già conquistati, ma può evitare che una partenza lenta si trasformi in un problema più grande.
Allegri 'colpevole', ma il campionato è ancora lungo
Parlare già di crisi sarebbe probabilmente prematuro, ma negare le difficoltà sarebbe altrettanto complicato. Il Napoli di Allegri ha raccolto meno di quanto aveva fatto nelle precedenti stagioni e, soprattutto, ha mostrato in alcune partite una produzione offensiva inferiore alle aspettative.
La pausa arriva dunque nel momento giusto per analizzare ciò che non ha funzionato e preparare una risposta. Il tempo per recuperare terreno c'è, ma servirà un cambio di passo. Perché sette punti in cinque giornate sono soltanto un numero: il vero problema sarebbe trasformarlo in una tendenza.







