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Palmisani esalta il Frosinone: ma allora i portieri italiani ci sono!

DiStefano Bagliani·Pubblicato

Nel Frosinone che sorprende in classifica c'è un protagonista che merita una copertina tutta sua: Lorenzo Palmisani. Il portiere cresciuto nel vivaio ciociaro ha fermato il Como con nove parate, alcune semplicemente decisive.

Palmisani esalta il Frosinone: ma allora i portieri italiani ci sono!
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C'è una soddisfazione particolare, da italiani, nel vedere Lorenzo Palmisani prendersi la scena in Serie A. Il portiere del Frosinone è stato l'eroe della vittoria contro il Como, una prestazione che rilancia anche una domanda semplice: ma allora i portieri italiani ci sono?

Palmisani, nove parate per una vittoria

Il Como ha dominato per lunghi tratti la partita, ha tirato una quantità impressionante di volte e ha costruito occasioni in serie. Eppure alla fine il risultato ha premiato il Frosinone. Una buona parte del merito va assegnata proprio a Palmisani.

Nove parate, almeno cinque delle quali decisive, e una porta che sembrava diventata improvvisamente impossibile da attraversare. Nel primo tempo il portiere ha chiuso la strada a Douvikas, aiutato anche dalla traversa al termine di un'azione concitata nell'area del Frosinone.

Nella ripresa è arrivata la parte più spettacolare della sua prestazione. Due interventi su Kean e un'altra parata su Jesus Rodriguez hanno permesso alla squadra di resistere alla pressione del Como. Alla fine è arrivato (inevitabile) anche il premio di MVP della partita.

Il Frosinone ha poi saputo pungere e trovare il modo di vincere, e sarebbe ingeneroso non sottolineare il lavoro di mister Alvini. Ma con un altro portiere, molto probabilmente, la partita avrebbe avuto un finale diverso.

Dal campetto di Alatri alla Serie A

La storia di Palmisani rende tutto ancora più interessante. Da bambino non era nemmeno un portiere. Al campetto della Mole Bisleti, ad Alatri, si divertiva a giocare a centrocampo e sognava semplicemente di arrivare un giorno a indossare la maglia del suo Frosinone.

Poi arrivò l'intuizione del suo allenatore. “Tu che saltelli tanto, perché non provi ad andare in porta?”. Una domanda apparentemente banale, destinata però a cambiare la sua vita calcistica.

Palmisani accettò con la spensieratezza di un bambino di sette anni e iniziò un percorso che lo avrebbe portato dal campetto sotto casa allo Stirpe. Ha completato tutto il settore giovanile del Frosinone, coltivando il sogno dell'esordio con la prima squadra.

Il percorso, però, non è stato sempre lineare. A 18 anni non trovò spazio e arrivò il prestito all'Olbia, dove riuscì a mettersi in evidenza anche agli occhi delle Nazionali giovanili. Poi la Lucchese, in una stagione complicata anche per le vicende societarie del club.

La scelta del Frosinone viene ripagata

Al ritorno a Frosinone, Palmisani era evidentemente pronto per il salto. Alvini ha avuto il coraggio di puntare su di lui e il giovane portiere ha risposto nel modo più convincente possibile: lavorando, parando e conquistandosi il posto.

A vent'anni si è comportato come un veterano, mostrando quella forza mentale che spesso fa la differenza proprio nel ruolo più delicato. Non è più uscito dal campo e ha contribuito da protagonista alla promozione del Frosinone in Serie A.

I numeri della stagione raccontano bene il suo rendimento: 15 clean sheet e una percentuale di tiri parati dell'83%. Poi sono arrivate altre tappe importanti, dall'esordio in Serie A alla Nazionale Under 21, fino alla chiamata in Nazionale maggiore con Silvio Baldini commissario tecnico.

Un applauso al Frosinone e al vivaio italiano

Ed è qui che la storia di Palmisani assume un significato che va oltre la singola partita. Il Frosinone ha scelto di puntare su un ragazzo cresciuto nel proprio settore giovanile, accompagnandolo fino alla prima squadra e dandogli la possibilità di misurarsi con la Serie A.

È una scelta che merita un applauso. Perché spesso nel calcio si va a cercare altrove quello che magari è già dentro casa. Si guardano mercati lontani, si cercano improbabili portieri stranieri, talvolta anche in campionati esotici, quando un giovane italiano ha bisogno soprattutto di qualcuno disposto a dargli fiducia.

Palmisani non rappresenta automaticamente la soluzione a tutti i problemi del calcio italiano, ma la sua storia dimostra una cosa concreta: i portieri italiani esistono, ma non solo i portieri, e possono essere pronti anche quando hanno appena vent'anni.

Quell'intuizione avuta ad Alatri

La copertina della partita contro il Como è dunque tutta sua, ma dentro quella copertina c'è anche una storia iniziata molti anni fa, quando un bambino di Alatri cambiò ruolo quasi per caso.

Da quel “perché non provi ad andare in porta?” sono passati anni di settore giovanile, prestiti, difficoltà, lavoro e occasioni conquistate. Fino alle nove parate che hanno permesso al Frosinone di superare il Como e a Palmisani di prendersi il titolo di migliore in campo.

Il messaggio arrivato dalla partita è semplice: il Frosinone ha un portiere giovane, italiano e in grande crescita. E forse, più semplicemente, il calcio italiano dovrebbe ricordarsi un po' più spesso che per trovare un buon portiere non è sempre necessario andare lontano.

A volte basta guardare sotto casa. Magari ad Alatri, dentro un campetto dove un ragazzino che giocava a centrocampo aspettava soltanto che qualcuno gli dicesse di provare a mettersi i guanti.

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Autore

Stefano Bagliani
Stefano Bagliani

Caporedattore

Caporedattore di SetteCalcio.it | Giornalista Pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria

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