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Roma, 64,5 milioni dalla Serie A: perché non sono un tesoretto

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Roma, 64,5 milioni dalla Serie A: perché non sono un tesoretto
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I ricavi del campionato danno ossigeno ai giallorossi, ma la multa UEFA e i conti del club cambiano il peso reale della cifra. La Roma incasserà circa 64,5 milioni di euro dai ricavi della Serie A 2025-26. Una cifra pesante, ma non libera: dopo la nuova sanzione UEFA, quei soldi somigliano più a ossigeno finanziario che a un tesoretto per il mercato.

La composizione dei ricavi

La stima è netta: 64,5 milioni di euro. È quanto i giallorossi riceveranno dalla distribuzione della Serie A per la stagione appena conclusa. La composizione racconta il peso del club. Dei 64,5 milioni, 22,18 arrivano dalla quota divisa in parti uguali tra le venti squadre, 7,39 dagli ascolti e 12,47 dagli spettatori allo stadio; a questi si aggiungono 0,58 milioni dall'utilizzo dei giovani, 3,35 dai risultati storici, 5,67 dai risultati degli ultimi cinque anni, 11,14 dalla classifica e 1,74 dai 73 punti conquistati. Non conta solo quanto incassa la Roma, ma come lo incassa: audience, stadio e giovani valgono insieme 20,44 milioni, quasi un terzo del totale. Il club resta una macchina di attenzione, pubblico e presenza sociale, anche oltre il risultato sportivo.

Il peso della sanzione UEFA

La cifra arriva però in un momento delicato. Il 17 giugno la UEFA ha sanzionato i giallorossi con 6 milioni complessivi: 2 milioni per aver superato il target intermedio del Settlement Agreement nell'esercizio 2025, altri 4 per un rapporto tra costi della rosa e ricavi superiore al 70%. È il dettaglio che sposta il baricentro della notizia. I 64,5 milioni non possono essere letti come denaro interamente spendibile, perché la sola sanzione UEFA ne assorbe circa il 9,3%. La UEFA ha parlato di un club che ha "slightly exceeded the intermediate target" e che ha registrato uno "squad cost ratio above 70%". Due formule tecniche, ma chiare: il nodo non è l'assenza di ricavi, è il peso dei costi rispetto ai ricavi.

Il nodo del margine

La Roma non parte da zero. L'ultimo bilancio disponibile, chiuso al 30 giugno 2025, fotografa un club in miglioramento ma ancora sotto pressione: perdita consolidata da 53,9 milioni, ricavi per 270,2 milioni, costi per 305,2 milioni. I debiti complessivi erano pari a 611 milioni, mentre il patrimonio netto consolidato restava negativo per 316,6 milioni. Sono numeri che spiegano perché ogni entrata pesi in modo diverso rispetto alla narrazione del "tesoretto". Il ricavo dalla Serie A aiuta, ma non cancella la struttura dei costi. Per questo il mercato dei capitolini resterà legato a uscite, ingaggi sostenibili, formule dilazionate e operazioni a rischio controllato.

Il valore dell'Olimpico

Il dato più sottovalutato è quello degli spettatori: 12,47 milioni. È una cifra superiore al valore legato alla sola classifica, fermo a 11,14 milioni. È il numero che rende l'Olimpico una delle vere casseforti del club. La spinta dei tifosi non è solo identità: è ricavo misurabile. In un sistema in cui la Serie A distribuisce il 22% anche in base al radicamento sociale, il pubblico giallorosso diventa una leva economica. Da qui il valore strategico del tema stadio. Più ricavi da matchday, hospitality e servizi significherebbero meno dipendenza da plusvalenze e tagli.

Le ricadute sul mercato

I capitolini hanno una buona notizia e un avvertimento nello stesso giorno. La prima è che il club resta tra i più pesanti della Serie A per valore sportivo, pubblico e visibilità. Il secondo è che la UEFA continuerà a monitorare le società ancora sotto Settlement Agreement anche nel 2026-27. Questo restringe il margine di manovra. Non impedisce alla Roma di muoversi sul mercato, ma rende più difficile un'estate aggressiva senza cessioni o risparmi sugli ingaggi. La conseguenza più probabile è una linea prudente: prestiti con diritto o obbligo condizionato, acquisti finanziati da uscite, attenzione al monte salari e poco spazio per operazioni fuori scala.

Il significato della cifra

La Roma incassa come un grande club, ma non può ancora spendere come una società libera da vincoli. È questo il vero punto della vicenda. I 64,5 milioni confermano la forza del marchio giallorosso, la centralità dell'Olimpico e il valore di una stagione da 73 punti. Dopo la multa UEFA da 6 milioni, però, quella cifra diventa soprattutto uno strumento di equilibrio. Ai capitolini non servono solo soldi: serve trasformarli in margine. Ed è lì che si giocherà la partita più delicata dell'estate.
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