Feyenoord-Inter, in programma stasera alle 21 al De Kuip per la quarta giornata della fase campionato di Champions League, mette di fronte due squadre ferme a 3 punti dopo tre gare. Tra gli uomini di Giovanni van Bronckhorst c'è un nome che l'osservatore Marco Palma ha segnalato ai nerazzurri come profilo da tenere d'occhio: Tobias van den Elshout, classe 2007, trequartista capace di agire anche da esterno d'attacco. Un jolly che unisce dribbling, ultimo passaggio e conclusione, e che nelle probabili formazioni della vigilia figura tra le riserve. Proprio per questo può diventare l'arma da giocare a partita in corso.
Il ritratto dello scout
La valutazione di Palma parte dalla tecnica. L'osservatore descrive van den Elshout come un trequartista duttile, dotato di grande tecnica di base, fantasioso, bravo nel dribbling, preciso nell'assist e freddo davanti alla porta, con medie realizzative sempre alte. Nato all'Aia, il ragazzo è cresciuto da protagonista nel vivaio del Feyenoord.
Da esterno d'attacco, sempre secondo la lettura dello scout, aggiunge corsa e spirito di sacrificio. Il paragone scelto è con Harvey Barnes del Newcastle, mentre nel percorso con le nazionali giovanili olandesi viene indicato come uno dei profili più interessanti dell'Under 19.
Tripletta e assist decisivo
Il dato che più sostiene il giudizio di Palma arriva dalla nazionale: con l'Under 19 olandese van den Elshout ha segnato 7 gol. Tre li ha firmati il 25 marzo 2026 contro la Finlandia, nel turno élite di qualificazione all'Europeo di categoria. Entrato dopo l'intervallo, ha costruito da solo lo 0-3 con una tripletta tutta nell'ultimo quarto d'ora.
In prima squadra l'esordio è arrivato il 18 gennaio 2026, nel 3-4 interno contro lo Sparta Rotterdam, con Robin van Persie in panchina. Il 12 aprile, alla prima da titolare sul campo del NEC, è stato schierato da esterno sinistro pur essendo di norma un centrocampista; a fine gara ha spiegato di trovarsi bene a sinistra, con un ruolo libero che gli permetteva di accentrarsi. Il 10 maggio, contro l'AZ, ha servito a Hadj Moussa l'assist per l'1-1 che ha garantito agli olandesi il posto in Champions League.
La stagione si è chiusa con 11 presenze in Eredivisie. Il club di Rotterdam lo ha poi legato a sé fino al 2029, con opzione per un'ulteriore stagione.
Impiego in stagione
Con van Bronckhorst, tornato a giugno sulla panchina del Feyenoord al posto di van Persie, il suo ruolo resta quello di un'alternativa a gara in corso. In questa stagione ha raccolto 5 presenze in Eredivisie, per 60 minuti complessivi, e 3 in Champions League per una ventina di minuti: tutte da subentrato.
Il debutto europeo è arrivato il 9 settembre al Camp Nou, nel 5-1 subito dal Barcellona, al posto di Luciano Valente; contro il Como, nel 3-2 del De Kuip, è entrato al 79' per Nacho Ferri. Alto 1,88 metri, viene classificato da alcune banche dati come centrocampista offensivo e da altre come esterno sinistro. È la stessa ambiguità che lo scout trasforma in un punto di forza.
Il contesto nerazzurro
Fin qui le valutazioni dello scout e i dati; quella che segue è una lettura tattica del possibile impatto in partita. L'Inter si presenta a Rotterdam con il 3-5-2 e una difesa obbligata: Bastoni è squalificato dopo l'espulsione contro lo Shakhtar, Lautaro Martínez è fermo per un problema muscolare rimediato contro il Club Brugge e nelle probabili formazioni il terzetto difensivo è composto da Bisseck, Akanji e Carlos Augusto.
In tre gare europee i nerazzurri hanno incassato 6 gol. Dopo il 3-4 con il Brugge, Chivu aveva ammesso: «Un po' presi dalla frenesia abbiamo perso equilibrio e distanze nel fare determinate pressioni». Alla vigilia il tecnico ha descritto il Feyenoord come una squadra che in casa si esalta, con giocatori bravi nell'uno contro uno.
I varchi da attaccare
Il Feyenoord, schierato con il 4-3-3 e forte di 33 gol in 11 giornate di Eredivisie, ha in van den Elshout la soluzione che cambia i riferimenti. Da trequartista andrebbe a cercare lo spazio tra Calhanoglu e la linea difensiva, costringendo un centrale ad accorciare e aprendo corridoi alle sue spalle: proprio il tipo di situazione in cui l'Inter ha perso le distanze contro il Brugge.
Da esterno sinistro, destro di piede, troverebbe davanti Spence o Diouf con Bisseck in copertura, e avrebbe la libertà di accentrarsi con cui si era trovato a suo agio al NEC. La tripletta con l'Under 19, arrivata partendo dalla panchina, è più che un dato statistico: indica che il suo momento può essere l'ultima mezz'ora, contro gambe già affaticate.
Classifica e precedenti
L'Inter arriva in Olanda dopo il 3-1 subito nel derby con il Milan del 31 ottobre e con un cammino europeo fatto di due sconfitte, contro Real Madrid e Club Brugge, e del successo sullo Shakhtar. Alla vigilia Chivu ha fissato in circa 16 punti la quota per entrare tra le prime otto. Il Feyenoord, primo in Eredivisie con 25 punti dopo undici giornate e ancora imbattuto in campionato, in Champions ha battuto il Como e perso con Barcellona e Betis.
Oggi la Youth League ha già sorriso agli olandesi, con il 3-1 dell'Under 19 sui pari età nerazzurri. I precedenti recenti dicono Inter: negli ottavi del 2024-25 i milanesi vinsero 2-0 a Rotterdam e 2-1 a San Siro. Stasera, tra i volti da tenere d'occhio, c'è anche quello di un ragazzo che in quella doppia sfida non era ancora in prima squadra.






