Como-Lipsia non è soltanto una partita di Champions League (stasera ore 21,00). È il confronto tra due società che hanno attraversato momenti di difficoltà e profonde trasformazioni prima di arrivare ai vertici del calcio europeo. Percorsi diversi, costruiti attraverso strategie lontane tra loro, ma accomunati dalla capacità di trasformare un progetto ambizioso in una realtà concreta.
Da una parte il Como degli Hartono, protagonista di una scalata impressionante dalla Serie D alla Champions League. Dall'altra il Lipsia della Red Bull, diventato in pochi anni una presenza stabile della Bundesliga e delle competizioni europee. Due storie che partono da presupposti differenti e che domani sera si incroceranno sul palcoscenico più prestigioso.
Como, dalla crisi alla Champions League
La storia recente del Como è legata a una serie di ripartenze. In 119 anni di storia, il club ha attraversato diverse ricostruzioni, vivendo anche momenti di grande prestigio. Nel 1949 arrivò la prima promozione in Serie A, seguita da un sesto posto nella prima stagione disputata nel massimo campionato.
Gli anni Settanta e Ottanta rappresentarono un'altra fase particolarmente felice, con il doppio salto dalla Serie C alla Serie A. Un'impresa ripetuta tra il 2000 e il 2002, prima di una lunga fase di difficoltà culminata con tre fallimenti societari nell'arco di tredici anni, tra il 2004 e il 2017.
Nel 2017, sulle ceneri del vecchio Como, nacque una nuova società. Due anni più tardi arrivò l'ingresso degli Hartono, destinato a cambiare radicalmente le prospettive del club. Da quel momento è iniziata una crescita rapidissima, culminata con il passaggio dalla Serie D alla Champions League.
In nove anni il nuovo Como 1907 ha completato tre promozioni in sei stagioni, arrivando fino all'élite del calcio europeo. Un percorso accompagnato da oltre 300 milioni di euro investiti tra acquisizione, aumenti di capitale e ultime due finestre di mercato, con una progressione che ha trasformato radicalmente la dimensione del club.
Lipsia, la scalata firmata Red Bull
Se il percorso del Como è stato sorprendente, quello del Lipsia non è stato da meno. Il progetto RB Leipzig nasce nel 2009, quando Red Bull rileva il diritto di partecipazione dell'SSV Markranstädt e avvia una nuova realtà calcistica.
Il Lipsia parte dalla quinta serie e ottiene la promozione in quarta nel 2010, quindi quella in terza nel 2013. Da quel momento la crescita diventa vertiginosa: tre promozioni in quattro anni e l'approdo in Bundesliga, dove il club riesce immediatamente a conquistare il secondo posto nella prima stagione.
Dal 2009 a oggi Red Bull ha investito circa 1,2 miliardi di euro nel progetto. Numeri che spiegano la dimensione dell'operazione, ma che da soli non raccontano il modello costruito attorno alla squadra.
La stagione 2026/27 è infatti l'undicesima consecutiva del Lipsia in Bundesliga. Dall'arrivo nella massima serie, i biancorossi non sono mai usciti dalla Top 8, trasformando la qualificazione alle competizioni europee in una consuetudine. Il percorso internazionale comprende una semifinale e un quarto di finale di Europa League, oltre a tre qualificazioni agli ottavi e una semifinale di Champions League.
Player trading contro il "metodo del tetto"
È proprio qui che emergono le differenze tra i due modelli. Il Lipsia ha costruito una filosofia fortemente legata allo scouting e al player trading. L'obiettivo è individuare giovani talenti, accompagnarne la crescita e individuare il momento migliore per valorizzarli economicamente.
Il sistema poggia su una rete di osservatori molto sviluppata e su una strategia di mercato precisa. Il talento viene intercettato in anticipo, inserito in un contesto capace di valorizzarlo e, quando arriva il momento giusto, ceduto generando importanti plusvalenze.
Un rapporto del CIES aveva collocato il Lipsia al quinto posto tra i club di tutto il mondo per ricavi derivanti dal player trading nel periodo considerato, con oltre 216 milioni di euro. Una conferma della centralità di questo meccanismo nella crescita della società tedesca.
A rendere ancora più efficace il sistema c'è poi il network calcistico della Red Bull. Il collegamento con il Salisburgo ha permesso negli anni di accompagnare diversi giocatori nel percorso di crescita, tra cui Benjamin Sesko, Dominik Szoboszlai, Konrad Laimer, Naby Keita e Dayot Upamecano.
Il modello Como e la costruzione dall'alto
Il Como ha seguito invece una strada differente. Con l'ingresso degli Hartono, il club ha beneficiato di continue iniezioni di capitale e di una strategia orientata non soltanto alla squadra, ma anche alla valorizzazione del prodotto e del territorio.
La società lariana è diventata progressivamente un polo di interesse anche al di fuori del calcio, attirando personaggi provenienti da diversi settori e aumentando la propria visibilità internazionale. Il Sinigaglia è diventato così uno dei simboli di una trasformazione che va oltre il semplice risultato sportivo.
Alla base c'è quello che Osian Roberts, head of development del Como, ha definito il "metodo del tetto". La prospettiva è opposta rispetto alla costruzione tradizionale: prima si punta a creare una prima squadra competitiva e successivamente si procede a cascata nella costruzione degli altri settori.
È una filosofia che ha permesso al Como di accelerare enormemente il proprio percorso. Il club non ha seguito una crescita graduale costruita esclusivamente dalle fondamenta, ma ha utilizzato risorse e investimenti per raggiungere rapidamente un livello superiore, sviluppando parallelamente tutto ciò che ruota attorno alla società.
Como-Lipsia, due strade per arrivare all'élite
Il punto di contatto tra Como e Lipsia è dunque rappresentato dalla capacità di trasformare una visione societaria in un progetto vincente. Entrambe le realtà sono riuscite a compiere una scalata rapidissima, passando da categorie inferiori a un palcoscenico come la Champions League.
Le strade, però, raccontano filosofie differenti. Il Lipsia ha costruito il proprio successo sulla programmazione, sullo scouting, sulla valorizzazione dei giovani e sul player trading. Il Como ha puntato con maggiore decisione sugli investimenti, sulla costruzione immediata di una squadra competitiva e sulla valorizzazione complessiva del brand.
Il confronto di giovedì sera assume quindi un significato ulteriore rispetto ai novanta minuti. Como-Lipsia mette di fronte due modelli che hanno saputo trasformare investimenti e ambizione in crescita sportiva, partendo da realtà profondamente diverse.
E proprio per questo la sfida di stasera del Sinigaglia diventa anche una fotografia di due modi differenti di intendere la crescita di una società calcistica. Due percorsi lontani, ma con un punto d'arrivo comune: l'élite del calcio europeo.







