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Euro 2032, Sessa: "Un treno che non possiamo perdere"

DiStefano Bagliani·Pubblicato

La corsa dell’Italia verso EURO 2032 entra nella fase decisiva e il tema degli stadi torna al centro del dibattito. A Roma istituzioni, FIGC e Palermo FC hanno fatto il punto sul progetto del Renzo Barbera e sulla candidatura siciliana.

Euro 2032, Sessa: "Un treno che non possiamo perdere"
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La corsa verso EURO 2032 passa soprattutto dagli stadi e dalla capacità di rispettare tempi e requisiti. È questo il tema emerso con forza dall’evento “Il Sud in Europa: Palermo FC, storia di partecipazione popolare”, andato in scena a Roma con la presenza delle istituzioni nazionali e locali, della FIGC, del Palermo FC e di City Football Group.

Euro 2032, Sessa: «Siamo volutamente ottimisti»

A fare il punto sul percorso è stato Massimo Sessa, commissario del Governo per gli stadi, che ha espresso fiducia sulla possibilità di rispettare le scadenze e completare gli interventi necessari.

«Siamo volutamente ottimisti, in Italia come al solito si arriva sempre all’ultimo momento ma poi, perché siamo bravi e perché ci vogliono bene da lassù, penso che arriveremo all’obiettivo prefissato che è quello di entrare per la gestione degli Europei EURO 2032».

La fase attuale è particolarmente delicata. La FIGC ha ricevuto entro il 31 luglio la documentazione relativa alle candidature: sono 13 le città coinvolte, per un totale di 16 stadi, sui quali è in corso la valutazione tecnica in vista della selezione degli impianti da sottoporre alla UEFA.

Stadi, procedure accelerate e tempi da rispettare

Sessa ha ricordato anche il percorso istituzionale che ha consentito di accelerare alcuni passaggi amministrativi legati agli impianti.

«Un piano è stato approvato da Abodi, il ministro Salvini e Giorgetti dichiarando queste opere strategiche e consentendo così di velocizzare gli aspetti tecnici amministrativi. Adesso è difficile posizionare le “macchine” sulla griglia di partenza».

Il commissario ha poi insistito sulla complessità del percorso e soprattutto sulla variabile tempo, che rappresenta uno degli elementi centrali nella corsa verso EURO 2032.

«Sono processi complessi, il tema è il tempo però la politica ha i suoi. Alla fine c’è stata saggezza di sintesi e poi stiamo tutti correndo. Adesso siamo tutti all’unisono perché questi eventi in qualche modo trascinano lo sviluppo del territorio e la riqualificazione. È un treno che non possiamo e non dobbiamo perdere».

Palermo e il progetto del nuovo Barbera

Tra i dossier al centro dell'incontro c'è naturalmente quello di Palermo e della riqualificazione del Renzo Barbera. La candidatura siciliana è inserita nel percorso nazionale di selezione degli stadi che dovranno essere indicati alla UEFA.

Sul progetto è intervenuto Alberto Galassi, componente del board City Football Group-Palermo, sottolineando il peso degli investimenti infrastrutturali nella strategia del gruppo.

«Il City Group quando investe in una società di calcio investe anche sulle infrastrutture. Crediamo fortemente che siano importanti come quello che avviene nei 90 minuti in campo».

Galassi ha poi quantificato l'impegno previsto per l'impianto: «Lo stadio è un investimento da 200 milioni di euro, già sono stati spesi 10 milioni sul Barbera. Il City ha fatto il centro sportivo che mancava a Palermo da 126 anni. Abbiamo dimostrato, adesso c’è un’occasione straordinaria».

Quindi l'obiettivo dichiarato sul futuro del Barbera: «Non voglio perdere, faremo l’impensabile affinché questo progetto sia nei tempi, nella forma e nella sostanza il più bello stadio d’Italia non per EURO 2032 ma in generale».

Gardini: «Quando si vogliono fare le cose il risultato si ottiene»

Il CEO del Palermo Giovanni Gardini ha invece posto l'accento sul percorso costruito negli ultimi mesi e sulla collaborazione tra soggetti pubblici e privati.

«Sogno, straordinarietà e comunità. Il sogno è quando ci siamo trovati con Michele Uva e il Palermo era fuori dalle città potenzialmente candidabili. In questi mesi si è fatto un percorso straordinario, questo per dimostrare che quando si vogliono fare le cose e ci si mette la qualità dei soggetti il risultato si ottiene».

Gardini ha quindi ringraziato tutte le realtà coinvolte nel progetto: «Noi ringraziamo tutti quelli che sono stati al nostro fianco, il Comune, la Regione, i progettisti, gli organismi nazionali e internazionali».

Poi la fiducia sul futuro: «In Italia quando si vuole le cose si possono fare, le difficoltà ci saranno ma con il concetto di comunità sono sicuro che porteremo a casa il risultato che la Sicilia merita di avere».

Mirri: «Senza EURO 2032 questo stadio rischiava di chiudere»

Il presidente del Palermo Dario Mirri ha legato il progetto del Barbera anche alla propria storia personale e al rapporto con il club.

«Da bambino sognavo questo, ancora oggi dopo 8 anni cerco su internet chi è il presidente del Palermo. Ho sempre creduto che Palermo possa consentire ai palermitani di superare la storia. Il Palermo di oggi è quello che ho sognato, quello che il CFG sta costruendo pezzo dopo pezzo con pazienza».

Mirri ha poi sottolineato il significato del progetto infrastrutturale: «Ho una storia d’amore con il Palermo. Solo gli eventi smuovono quello che resta fermo per decenni, ogni volta che ci sono più di 30.000 persone per una partita allo stadio è una grande responsabilità. Per molti anni non è stata fatta manutenzione, non mi riferisco a questa amministrazione. Noi continuiamo ad intervenire ma senza EURO 2032 questo stadio rischiava di chiudere».

Per il presidente rosanero lo stadio rappresenta anche un'eredità destinata a durare nel tempo: «Quando ho iniziato questa avventura mi sono ripromesso di lasciare qualcosa. Non sarà neanche una bellissima promozione, come dalla D alla C e dalla C alla B o quella che riusciremo a fare. Io sono convinto che lo stadio resta quell’elemento sul territorio immobile che possa diventare garanzia per i risultati futuri del Club».

Infine, una considerazione sulla candidatura: «Sarebbe una mortificazione non essere individuati tra le cinque città, soprattutto per il percorso avuto. Un privato che porta investimento in Sicilia è un fatto storico».

Abodi: «Abbiamo bisogno di stadi moderni»

Il tema è stato affrontato anche dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, che ha inquadrato il progetto degli stadi nella più ampia esigenza di modernizzazione degli impianti italiani.

«I tempi sono scanditi e c’è una competizione in atto. Ci sarà un rush finale che nessuno si sarebbe aspettato. Abbiamo bisogno di stadi moderni, accessibili, funzionali e competitivi».

Abodi ha poi sottolineato il valore degli interventi anche al di fuori dell'ambito sportivo: «I progetti degli stadi sono progetti di rigenerazione urbana che daranno fiducia alle città, non solo in ambito sportivo».

Sul progetto di Palermo, il ministro ha aggiunto: «Sono convinto che il progetto di Palermo andrà a buon fine. Lo stadio si farà e poi sarà la UEFA a valutare se includerlo o meno negli stadi per Euro 2032».

Malagò: «La seconda fase scade molto presto»

Sul percorso di selezione è intervenuto anche Giovanni Malagò, soffermandosi sulle scadenze e sui requisiti richiesti agli impianti candidati.

«C’era una prima scadenza, quella del 30 luglio. Bisognava individuare gli stadi, non le città. La seconda fase fa parte di un cronoprogramma, che scade molto presto entro la fine del mese su cui c’è una selezione».

Malagò ha quindi lasciato aperto il quadro delle candidature: «Magari vanno avanti tutti gli stadi, ho qualche dubbio sinceramente. Alcuni soggetti candidati non hanno i requisiti. Ancora ci sono due settimane, non voglio fare anticipazioni».

Sul dossier siciliano, invece, ha sottolineato il lavoro svolto: «Questo evento, questa iniziativa, questo voler raccontare con le istituzioni, con una società così seria, fanno sì che la credibilità di questa candidatura è oggettivamente molto alta».

La corsa entra nella fase decisiva

Il quadro nazionale vede dunque 16 stadi inseriti nella fase tecnica, con 13 città che hanno presentato la documentazione entro il 31 luglio. La FIGC ha indicato l'obiettivo di arrivare all'identificazione degli impianti da sottoporre alla UEFA entro il 1° ottobre.

Per Palermo la partita è quindi ancora aperta e il progetto del Barbera procede parallelamente al percorso della candidatura. Il Consiglio comunale ha approvato il 17 settembre la delibera relativa alla nuova convenzione tra Comune e Palermo FC per la riqualificazione e la gestione dello stadio, con ulteriori passaggi amministrativi ancora previsti.

La Regione Siciliana ha annunciato uno stanziamento di 60 milioni di euro di risorse FSC a sostegno della realizzazione dell'impianto, nell'ambito del percorso verso EURO 2032.

Il prossimo passaggio sarà quindi determinante. Da una parte c'è la necessità di rispettare tempi, requisiti e procedure; dall'altra un progetto che coinvolge Palermo FC, City Football Group, Comune, Regione e istituzioni nazionali. La frase di Sessa fotografa bene il momento: «È un treno che non possiamo e non dobbiamo perdere».

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Stefano Bagliani
Stefano Bagliani

Caporedattore

Caporedattore di SetteCalcio.it | Giornalista Pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria

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