Nessun ultimatum ufficiale
Il punto di partenza resta la posizione della dirigenza bianconera. Dopo Sassuolo, l'amministratore delegato e direttore generale Giovanni Carnevali ha ribadito pubblicamente la fiducia nell'allenatore, spiegando che cambiare guida tecnica "non è nel mio spirito" e che la squadra ha bisogno di "dare tempo e avere pazienza".
Il rinnovo lo lega al club fino al 2028. L'accordo, ufficializzato lo scorso 10 aprile, porta la scadenza al 30 giugno di quell'anno. Questo non rende i risultati irrilevanti, ma esclude, allo stato attuale, un aut aut ufficiale del tipo "NEC e Atalanta per salvare la panchina".
Il peso di NEC e Atalanta
Le due partite restano comunque rilevanti per motivi concreti. Giovedì alle 21 la Juventus debutterà in Europa League contro il NEC Nijmegen all'Allianz Stadium, primo confronto in assoluto tra le due squadre. I bianconeri arrivano da tre vittorie casalinghe consecutive nelle competizioni europee, un dato che la dirigenza considera parte di un percorso da consolidare.
Il torneo ha un peso specifico nei programmi societari: a inizio settembre Carnevali aveva definito l'Europa League un "obiettivo prioritario", anche perché la vittoria finale garantirebbe l'accesso diretto alla Champions League. Tre giorni più tardi arriverà l'Atalanta, ferma a sei punti contro i sette dei padroni di casa: una distanza minima che rende la quinta giornata già significativa per entrambe.
Il nodo equilibrio dopo Sassuolo
Più del risultato, a far discutere è stato il modo in cui è maturato il 3-2 di Reggio Emilia. La Juventus era riuscita a pareggiare due volte con Edon Zhegrova, all'82' e poi al 91', salvo poi subire il gol decisivo di Vasilije Adzic al 94' in contropiede.
Spalletti ha individuato subito il problema, ammettendo che la squadra "ha perso degli equilibri" e che "è una cosa che non si deve fare". Il tecnico si è assunto anche la responsabilità di aver spinto i suoi a cercare la vittoria fino all'ultimo secondo, una scelta che ha lasciato scoperti gli spazi poi sfruttati dal Sassuolo in ripartenza.
Il vuoto di Locatelli a centrocampo
Il tema dell'equilibrio diventa ancora più delicato considerando l'assenza di Manuel Locatelli, operato l'8 settembre al menisco esterno del ginocchio destro. Senza uno dei riferimenti del reparto, Spalletti dovrà trovare una struttura capace di mantenere ordine anche quando la partita si apre, proprio come accaduto nel finale contro il Sassuolo.
Conte, nessuna trattativa in corso
Nel dibattito attorno alla panchina bianconera è tornato anche il nome di Antonio Conte. Tra una suggestione mediatica e una trattativa reale esiste però una differenza sostanziale, che al momento pende nettamente verso la prima.
Al 16 settembre non risulta alcuna comunicazione ufficiale della Juventus su contatti con Conte, né il club ha annunciato di aver avviato la ricerca di un nuovo allenatore. NEC e Atalanta restano quindi due esami importanti per Spalletti, non due partite legate a un ultimatum già stabilito.
L'effetto delle prossime due gare
Il punto, quindi, non è un countdown ufficiale verso l'esonero, ma il clima che si respira attorno al club. Due prestazioni convincenti permetterebbero alla Juventus di ripartire subito dopo Sassuolo, mentre altri risultati negativi alimenterebbero inevitabilmente le domande sul rendimento della squadra e sul lavoro del tecnico.
Per ora la linea pubblica della società resta la stessa: fiducia a Spalletti. Saranno NEC e Atalanta a dire quanto quella fiducia riuscirà a camminare di pari passo con i risultati.






