Il calciomercato invernale del Milan nasce da un doppio tentativo già andato in scena in estate. Secondo quanto raccontato da La Gazzetta dello Sport, a ridosso del gong del 1° settembre la dirigenza rossonera ha bussato all'Atalanta per Giorgio Scalvini e ha limato con lo Sporting Lisbona l'arrivo di Gonçalo Inácio, pupillo di Rúben Amorim ai tempi di Lisbona. Due piste appoggiate sulla stessa valutazione, quaranta milioni di euro, cadute per lo stesso motivo: il tempo. Tra ultimissime e trattative live, il piano riparte da qui.
Il muro di Bergamo e il centrale che lo Sporting non poteva perdere
L'Atalanta di Maurizio Sarri ha fissato a non meno di quaranta milioni la base per aprire qualsiasi discorso, rispondendo picche alla proposta del Diavolo. Mancava il tempo materiale per individuare e tesserare un sostituto all'altezza. Stesso copione a Lisbona, dove il Milan aveva raggiunto una base d'accordo sul prestito con obbligo di riscatto a quaranta milioni. I Leoni, però, avevano appena ceduto Ousmane Diomandé al Nottingham Forest per una cifra vicina ai quaranta milioni e in poche ore non potevano privarsi anche del secondo centrale titolare.

Il rinnovo studiato da Giuntoli e la clausola da 60 milioni
A gennaio il nodo del sostituto viene meno e restano gli ostacoli veri. Il contratto di Scalvini scade il 30 giugno 2028, e il nuovo direttore sportivo Cristiano Giuntoli lavora al prolungamento fino al 2030, con adeguamento economico e possibile clausola rescissoria: una firma che alzerebbe ulteriormente il prezzo. Inácio ha rinnovato l'11 dicembre 2025 fino al 2030, tenendo ferma la clausola da 60 milioni e rifiutando di portarla a 80; lo Sporting si accontenta di una cifra tra i 40 e i 45, con Jorge Mendes, intermediario dei colpi Gonçalo Ramos e Diego Moreira, al lavoro con l'agente del difensore. Sul mancino spingono anche Barcellona e Al Hilal, e il presidente Frederico Varandas ha fissato il paletto pubblico: «Ci saranno quasi certamente delle uscite, ma non Inácio».
L'emergenza vista all'Allianz Stadium
La fretta rossonera ha una radice di campo. Domenica a Torino Matteo Gabbia, fermo per un'infiammazione alla caviglia, non è nemmeno entrato tra i convocati: Amorim ha schierato Mario Gila, Koni De Winter e Strahinja Pavlovic, ha richiamato lo spagnolo all'88' e al 92' ha incassato il pareggio di Gatti. Con Fikayo Tomori ancora lontano dalla condizione migliore, il 3-4-3 rossonero – cinque gol fatti e due subiti in tre giornate – vive appoggiato su tre centrali. Il profilo cercato unisce fisicità e costruzione dal basso.
Scalvini, 1,94 di statura, ha superato le cento presenze in Serie A a 22 anni, ha vinto l'Europa League 2024 e conta otto gettoni in Nazionale dopo la rottura del crociato del giugno 2024 che gli costò l'Europeo. Inácio, capitano dei biancoverdi, ha in bacheca tre campionati portoghesi e la Nations League.
Le date di gennaio nel mirino rossonero
La finestra invernale resta aperta dal 2 gennaio al 1° febbraio 2027, e in quel mese cadono le ultime due giornate della fase campionato di Europa League: Levski Sofia il 21, Ararat Armenia a San Siro il 28. Prima arrivano la trasferta di sabato all'Olimpico con la Lazio e l'esordio continentale di mercoledì 16 contro il Benfica. In una struttura dove Amorim lavora da allenatore-manager accanto a Hendrik Almstadt, il centrale scelto in estate resta la prima richiesta della dirigenza. Per i tifosi è il colpo che potrebbe pesare sulla seconda parte di stagione.






