Il Palermo non si ferma neppure quando la partita si mette male. Contro il Padova arriva una rimonta firmata due volte da Vavassori e, insieme al 2-1 del Barbera, anche un primato storico: mai i rosanero avevano conquistato 13 punti nelle prime cinque giornate di Serie B. Un avvio che accende l'entusiasmo, ma che racconta molto più del semplice dato in classifica.
Quattro vittorie e un pareggio, nessuna sconfitta e una media di 2,6 punti a partita. Il bilancio consegna al Palermo una partenza mai registrata prima nella competizione. Ma dietro il record ci sono una squadra che sta cambiando pelle, una produzione offensiva cresciuta e la capacità di trovare risposte anche nelle giornate più complicate.
Palermo, il record nasce da una partenza senza sconfitte
Il dato più evidente è quello dei 13 punti. Dopo cinque partite il Palermo non aveva mai raggiunto una quota così alta in Serie B: nel 2025/26 erano stati 11, mentre nel 2023/24 i punti raccolti erano stati 10.
La differenza non sta soltanto nel numero delle vittorie. Il percorso attuale è stato caratterizzato anche dalla capacità di non perdere terreno quando la partita sembrava prendere una direzione diversa. Il pareggio di Avellino e la rimonta contro il Padova sono due esempi di una squadra che ha saputo reagire alle difficoltà.
La fotografia del momento diventa ancora più interessante osservando il reparto offensivo. Sono 10 i gol realizzati nelle prime cinque giornate, tre in più rispetto allo stesso momento della stagione precedente. Alla prima sosta, il Palermo condivide il miglior attacco con Mantova e Verona.
Numeri che raccontano una crescita produttiva, senza però trasformare un ottimo avvio in una certezza sul resto del campionato. Il record appartiene alle prime cinque giornate e proprio da questa dimensione va letto.
Inzaghi cambia sistema: il 4-2-3-1 prende forma
Una delle chiavi dell'avvio rosanero è anche la trasformazione tattica. Il passaggio dal 3-4-2-1 al 4-2-3-1 ha modificato la struttura della squadra e contro il Padova la scelta è stata particolarmente evidente.
Davanti alla difesa hanno giocato Ranocchia e Segre, mentre alle spalle di Pohjanpalo si sono mossi Johnsen, Palumbo e Vavassori. Una linea offensiva composta da tre interpreti alle spalle del riferimento centrale, sostenuta da due centrocampisti incaricati di garantire collegamento ed equilibrio.
Il nuovo assetto non spiega da solo il rendimento del Palermo, ma offre una chiave per leggere la maggiore varietà mostrata negli ultimi metri. La squadra può contare su più giocatori in grado di incidere e questo elemento si riflette anche nella distribuzione delle reti.
Sono infatti sette i marcatori diversi del Palermo, con Johnsen a quota tre e Vavassori a due. Pohjanpalo resta il riferimento centrale, ma attorno a lui si è sviluppata una maggiore varietà realizzativa.
Johnsen e Vavassori, una coppia che ha deciso il Padova
La rimonta contro il Padova è forse l'esempio più concreto di questa nuova distribuzione delle responsabilità offensive. Entrambe le reti rosanero sono nate dalla collaborazione tra Johnsen e Vavassori, con il norvegese protagonista nella costruzione e il compagno incaricato di trasformare le occasioni.
Il primo gol è arrivato al 44', mentre il sorpasso è stato completato all'83'. Nel secondo caso Vavassori ha controllato il pallone con il tacco prima di battere Sorrentino con il sinistro, completando una rimonta arrivata dopo lo svantaggio iniziale.
Non è sufficiente una singola partita per giudicare l'intero sistema offensivo, ma la sequenza offre un'indicazione concreta. Il Palermo può trovare soluzioni anche attraverso gli uomini posizionati alle spalle della punta e non soltanto affidarsi al proprio centravanti.
È una caratteristica che può diventare significativa nel corso della stagione, soprattutto considerando un attacco che finora ha già mandato in gol sette giocatori differenti.
Il Barbera spinge il Palermo: nove punti su nove
Se il rendimento complessivo ha portato il Palermo al record, il percorso casalingo aggiunge un altro elemento di grande interesse. Le tre partite disputate al Barbera sono state tutte vinte: nove dei 13 punti complessivi sono arrivati davanti al pubblico rosanero.
Il dato del pubblico rafforza ulteriormente la fotografia. Le tre gare interne del Palermo occupano infatti i primi tre posti della graduatoria per presenze nelle prime cinque giornate: 33.196 spettatori contro la Sampdoria, 32.106 contro la Juve Stabia e 29.194 contro il Padova.
Sono numeri che testimoniano una partecipazione enorme intorno alla squadra. Non dimostrano, però, da soli che il pubblico abbia determinato i risultati. Il dato più concreto resta quello del campo: tre partite, tre vittorie.
Inzaghi ha rivendicato nelle sue interviste proprio il lavoro fatto per trasformare il Barbera da possibile fonte di pressione a risorsa per la squadra. Nella sua lettura, la crescita attuale si collega anche al percorso della stagione precedente, conclusa con l'eliminazione ai playoff contro il Catanzaro.
Fortin decisivo, la difesa deve ancora crescere
Il record non è arrivato attraverso cinque partite senza difficoltà. La gara contro il Padova lo ha dimostrato chiaramente. Il Palermo ha dovuto rimontare e ha avuto bisogno anche degli interventi di Mattia Fortin per conservare il risultato.
Il portiere si è opposto a Giunti e Seghetti nel recupero del primo tempo, intervenendo poi ancora nella ripresa su una conclusione ravvicinata. Parate che hanno avuto un peso concreto sul risultato e che hanno compensato alcune difficoltà difensive emerse durante l'incontro.
È proprio questo uno degli aspetti da tenere sotto osservazione. Il Palermo ha prodotto dieci gol, ha vinto quattro volte e non ha ancora perso, ma non tutte le partite sono state gestite senza sofferenza.
La capacità di reagire rappresenta una qualità importante, ma l'obiettivo indicato dallo stesso Inzaghi è dare continuità ai risultati senza dover necessariamente ricorrere alla rimonta.
Giovani, panchina e profondità: le altre chiavi del record
Un altro elemento da considerare è la profondità della rosa. Il Palermo ha dimostrato di poter assorbire assenze importanti e di poter ricevere contributi significativi anche da chi entra a partita in corso.
Contro il Padova, ad esempio, Gabrielloni ha avuto un ruolo nell'azione del sorpasso, mentre Gomes ed Estevez hanno contribuito alla gestione della partita. Il rendimento complessivo, quindi, non può essere ricondotto esclusivamente agli undici scelti dall'inizio.
Anche la presenza dei giovani aggiunge un ulteriore tassello al quadro. Il record delle prime cinque giornate nasce dall'insieme delle risorse utilizzate e dalla capacità della squadra di trovare soluzioni differenti a seconda dello sviluppo delle partite.
Il Palermo ha così costruito un avvio che combina numeri, entusiasmo e indicazioni tattiche. Il dato dei 13 punti resta il simbolo più evidente, ma dietro quella cifra ci sono elementi diversi che meritano di essere seguiti nel prosieguo della stagione.
Palermo, il record è un punto di partenza
«Dobbiamo dare continuità ai nostri risultati». La frase di Inzaghi fotografa bene il momento del Palermo. Il record certifica la qualità delle prime cinque giornate, ma il tecnico ha anche sottolineato la necessità di migliorare gli aspetti meno convincenti.
La squadra ha mostrato una maggiore varietà offensiva, ha raccolto nove punti su nove al Barbera e ha dimostrato di saper reagire quando è andata sotto. Allo stesso tempo, la partita contro il Padova ha evidenziato che non tutto è ancora sotto controllo.
La vera sfida sarà quindi trasformare questo avvio da record in continuità. Il Palermo ha già messo insieme 13 punti, dieci gol e tre vittorie casalinghe. Ora il campionato chiede qualcosa di diverso: confermare queste indicazioni anche quando non sarà possibile affidarsi alla spinta del Barbera o alla forza di una rimonta.







