La partita della Roma con il Fair Play finanziario non è ancora finita. Il club giallorosso è ancora sotto osservazione della UEFA nell'ambito del settlement agreement e nelle prossime settimane è atteso un nuovo passaggio davanti al Club Financial Control Body. A giugno la UEFA aveva già sanzionato la società con 6 milioni di euro complessivi.
Roma, il precedente verdetto della UEFA
Il quadro finanziario del club va quindi letto partendo dalla decisione già ufficializzata dalla UEFA. Nel giugno scorso la Prima Camera del Club Financial Control Body aveva stabilito che la Roma aveva leggermente superato l'obiettivo intermedio previsto dal settlement agreement per l'esercizio finanziario chiuso nel 2025.
La conseguenza era stata una multa di 2 milioni di euro. A questa si era aggiunta un'ulteriore sanzione di 4 milioni per il rapporto tra i costi della rosa e il totale dei ricavi, risultato superiore al 70% nel 2025. Il totale era quindi arrivato a 6 milioni di euro.
La Roma è rimasta così all'interno del regime di monitoraggio, mentre altri club, tra cui Milan e Inter, avevano raggiunto l'obiettivo finale del proprio accordo e ne erano usciti.
Il nuovo controllo e le possibili conseguenze
La UEFA continuerà a monitorare i club ancora sottoposti a settlement agreement anche durante la stagione 2026/27. Il regolamento prevede che, in caso di mancato rispetto dei requisiti di monitoraggio, il CFCB possa adottare misure disciplinari sulla base delle circostanze del singolo caso.
Tra gli strumenti previsti dalle norme UEFA ci sono sanzioni finanziarie e, a seconda della violazione e della situazione specifica, ulteriori misure disciplinari. Per i requisiti relativi al controllo dei costi, il regolamento stabilisce in linea generale una misura finanziaria, con la possibilità di provvedimenti aggiuntivi.
È quindi ancora presto per stabilire quale sarà l'eventuale nuovo provvedimento nei confronti della Roma. Le cifre indicate in queste ore come possibile multa tra 10 e 15 milioni sono una previsione riportata da fonti giornalistiche, non una sanzione ufficializzata dalla UEFA.
Roma, il nodo della rosa e degli equilibri economici
La questione finanziaria ha inevitabilmente condizionato anche le strategie della società. Il direttore sportivo Tony D'Amico, lo scorso settembre, aveva spiegato che il club conosceva i propri “paletti” e che diverse operazioni erano state costruite proprio tenendo conto dei vincoli imposti dal Fair Play finanziario.
D'Amico aveva inoltre sottolineato la riduzione del monte ingaggi, quantificandola in circa il 15%, quasi 20 milioni di euro, e aveva confermato che i rappresentanti della società erano in contatto con la UEFA.
Il ritorno in Champions League rappresenta ora un elemento importante per gli equilibri economici della società. Maggiori introiti e crescita dei ricavi possono infatti contribuire al percorso di rientro previsto dal quadro finanziario.
Il nuovo stadio di Pietralata può diventare strategico
Nello scenario futuro della Roma assume particolare importanza anche il progetto del nuovo stadio di Pietralata. Il nuovo impianto è indicato come una delle infrastrutture destinate ad aumentare le possibilità di ricavo del club.
La società guarda quindi a un modello nel quale le entrate derivanti dalle competizioni europee possano essere affiancate da nuove fonti strutturali. L'obiettivo è migliorare progressivamente gli equilibri economici e affrontare con maggiore margine i vincoli imposti dalla normativa UEFA.
Il tema del Fair Play finanziario resta però strettamente legato ai numeri e alle verifiche effettuate dagli organi di controllo. Sarà quindi il CFCB a stabilire eventuali nuove conseguenze sulla base dei dati esaminati.
Cosa rischia davvero la Roma
Al momento il dato certo è la multa complessiva di 6 milioni già comminata dalla UEFA e il fatto che la Roma sia rimasta sotto monitoraggio nell'ambito del settlement agreement. Il prossimo controllo potrà determinare ulteriori provvedimenti qualora emergano nuove violazioni dei parametri previsti.
Lo scenario di una nuova sanzione economica è dunque possibile, mentre eventuali limitazioni alla rosa europea o conseguenze più pesanti dipenderanno dalle valutazioni del CFCB e dalla natura delle eventuali violazioni riscontrate.
La Roma, nel frattempo, continua il proprio percorso sportivo ed economico con due obiettivi strettamente collegati: sfruttare il ritorno in Champions League per aumentare le entrate e proseguire il lavoro necessario per rientrare pienamente nei parametri UEFA.







