La nuova Italia di Roberto Mancini sembra avere già una precisa identità tattica. Nel primo allenamento della sua seconda avventura alla guida della Nazionale, il CT ha infatti lavorato sul 4-3-3, modulo che aveva caratterizzato anche la precedente gestione.
Mancini ha diretto la prima seduta con i 34 calciatori convocati per le quattro partite di Nations League previste durante questa sosta. Le prime prove hanno fornito indicazioni interessanti, soprattutto per la grande abbondanza di alternative individuate dal commissario tecnico.
In ogni zona del campo sono infatti emerse diverse possibilità. In alcuni ruoli Mancini ha testato addirittura tre o quattro giocatori, costruendo una sorta di gerarchia ancora tutta da definire.
Difesa, Calafiori a sinistra dopo il forfait di Dimarco
Partendo dalla difesa, nel 4-3-3 provato dal CT, Di Lorenzo e Kayode sono le soluzioni individuate per la fascia destra. A sinistra, invece, spazio ad Ahanor e Calafiori, con quest'ultimo utilizzato in quella posizione dopo il forfait di Dimarco.
Per quanto riguarda il reparto centrale, le alternative sono state suddivise tra centro-destra e centro-sinistra. Mancini, Ghilardi e Kouadio rappresentano le opzioni sul centro-destra, mentre Bastoni, Coppola e Scalvini sono stati provati sul centro-sinistra.
Una prima fotografia delle idee del CT, dunque, con una rosa che offre diverse possibilità di scelta. La fase iniziale del lavoro servirà proprio a stabilire quali saranno le soluzioni da utilizzare nelle gare ufficiali.
A centrocampo tante soluzioni per tre maglie
Anche in mezzo al campo Mancini ha lavorato sulle diverse combinazioni possibili all'interno del 4-3-3. Per il ruolo di interno destro sono state individuate tre alternative: Barella, Fagioli e Doumbia.
Sul lato sinistro, invece, le opzioni sono Tonali e Frattesi, mentre per la posizione centrale sono stati provati Ricci, Romano e Mandragora.
Un ventaglio di possibilità piuttosto ampio, che permette al CT di modificare caratteristiche e interpretazione del centrocampo senza cambiare il sistema di riferimento.
Anche il tridente offre diverse alternative
La stessa logica è stata utilizzata per il reparto offensivo. Sulla corsia destra le alternative sono Cambiaghi, Zaniolo e Vergara, mentre il numero delle possibilità aumenta ulteriormente per la posizione di punta e per quella di ala sinistra.
Per il ruolo di centravanti Mancini ha a disposizione Scamacca, Kean e i fratelli Esposito. A sinistra, invece, sono stati individuati Raspadori, Inacio, Zoma e Maldini.
Il primo allenamento ha quindi fornito una panoramica molto ampia delle soluzioni offensive a disposizione del CT. Una base dalla quale partire per costruire l'Italia chiamata ad affrontare le prossime quattro sfide di Nations League.
Mancini, una Nazionale con tante alternative
La prima indicazione appare dunque piuttosto chiara: il 4-3-3 torna a essere il punto di riferimento dell'Italia di Mancini. Il sistema non rappresenta una novità per il commissario tecnico, che lo aveva già utilizzato come modulo caratterizzante della sua precedente esperienza sulla panchina azzurra.
Ora, però, sarà necessario trasformare le prime indicazioni dell'allenamento in certezze. La presenza di numerose alternative in ogni ruolo offre a Mancini diverse possibilità di scelta, ma le gerarchie emergeranno soltanto con il proseguimento del lavoro e con l'avvicinarsi delle partite.
La seconda avventura del CT è dunque partita nel segno della continuità tattica. L'Italia riparte dal 4-3-3 e dalle tante soluzioni che Mancini ha già iniziato a testare.







