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Mancini, il ritorno in azzurro parte dal Belgio: “Voglio vincere”

DiStefano Bagliani·Pubblicato

La prima sfida del Mancini-bis è quella di venerdì contro il Belgio, all’Olimpico di Roma. Il commissario tecnico presenta l’esordio in Nations League e fissa subito l’obiettivo: tornare a vincere e rilanciare la Nazionale.

Mancini, il ritorno in azzurro parte dal Belgio: “Voglio vincere”
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La prima sfida del Mancini-bis sarà venerdì contro il Belgio, all’Olimpico di Roma. Roberto Mancini si prepara così alla sua prima gara ufficiale dopo il ritorno sulla panchina della Nazionale, con un obiettivo dichiarato senza mezzi termini: vincere e ripartire immediatamente.

Il commissario tecnico ha presentato la sfida in conferenza stampa, soffermandosi sulle scelte effettuate in questa prima convocazione e sulla necessità di conoscere rapidamente il gruppo a disposizione. Un percorso che parte subito con una gara ufficiale e dunque con margini di errore ridotti.

Mancini: “Sono qui per vincere il più velocemente possibile”

Mancini non ha nascosto le proprie ambizioni, indicando con chiarezza la direzione che dovrà prendere la nuova Nazionale. “Io sono qua per vincere il più velocemente possibile. Parto per avere una squadra che domina, che gioca bene, che dia sempre il massimo”.

Il CT ha poi aggiunto: “Non si può sempre vincere ma noi partiremo per fare questo, per vincere. Siamo tutti positivi”. Un messaggio che accompagna l'avvio del nuovo corso e che dovrà trovare una prima risposta già contro il Belgio.

Il concetto di squadra è centrale nelle parole dell’allenatore, che ha spiegato anche la propria idea di calcio: “Per vincere devi essere una squadra che gioca bene e si diverte. Questo è il nostro concetto”.

Tanti giovani per capire subito il futuro

Una delle caratteristiche di questa prima convocazione è la presenza di diversi giovani. Mancini ha spiegato di aver voluto ampliare il gruppo proprio per poter osservare direttamente i giocatori durante il lavoro sul campo.

“Se avessi chiamato i giocatori avanti con l'età ci sarebbero state critiche... Ho chiamato giocatori giovani perché è giusto conoscerli direttamente per avere una squadra forte in futuro, dobbiamo essere veloci nel capire chi potrà stare con noi i prossimi 4 anni”.

Una scelta legata dunque anche alla necessità di costruire il futuro della Nazionale. “Ho convocato più giocatori del solito perché voglio vederli direttamente sul campo”, ha spiegato il commissario tecnico.

Le condizioni fisiche saranno decisive

Il momento della stagione rappresenta un altro elemento da valutare con attenzione. Non tutti i calciatori arrivano infatti alla convocazione con lo stesso numero di minuti nelle gambe e Mancini ha sottolineato l'importanza dell'aspetto fisico nelle scelte.

“Siamo all'inizio, ci sono calciatori che hanno giocato poco e altri che hanno fatto un po' di più. Ora conta chi ha minuti nelle gambe, perché a settembre ci sono sempre delle difficoltà. Valuteremo molto l'aspetto fisico”.

Nel frattempo il gruppo ha già dovuto fare i conti con alcune defezioni. Cristante e Dimarco hanno lasciato il ritiro, mentre al loro posto sono stati convocati Ricci e Ruggeri. Anche questo è un elemento che il CT dovrà considerare in vista dell'esordio contro il Belgio.

L’obiettivo è risalire anche nel ranking

Mancini ha evitato di indicare una tempistica precisa per la costruzione della nuova Nazionale, ma ha ribadito la necessità di procedere rapidamente nella valutazione dei giocatori.

“Non sappiamo quanto tempo servirà, ma dovremo essere veloci nel capire i giocatori che abbiamo e capire cosa potranno darci in futuro. Abbiamo partite importanti, subito ufficiali e senza possibilità di sbagliare. Dobbiamo vincere e risalire nel ranking”.

La Nations League diventa quindi immediatamente un banco di prova importante. Il Belgio, all’Olimpico, rappresenterà il primo esame del nuovo corso e anche la prima occasione per trasformare le intenzioni espresse dal CT in una prestazione concreta.

Mancini e il rapporto con l’ambiente azzurro

Nel corso della conferenza è stato affrontato anche il rapporto con il pubblico e con l'ambiente della Nazionale. Mancini ha riconosciuto le reazioni dei tifosi e indicato nel lavoro sul campo la strada per ricostruire entusiasmo e fiducia.

“Se un tifoso si sente tradito può arrabbiarsi, è comprensibile, per riconquistarli dobbiamo fare le cose per bene e riportare la Nazionale dove merita, così magari le cose si tranquillizzeranno”.

Sul confronto con il presidente del Coni Giovanni Malagò, il CT ha aggiunto: “Malagò? Ci ho parlato, è tranquillo ma noi dobbiamo pensare al nostro lavoro a cominciare dalla partita col Belgio”.

Belgio, il primo passo del Mancini-bis

Il ritorno di Mancini sulla panchina azzurra comincia dunque con una sfida ufficiale che arriva subito, senza la possibilità di utilizzare gare amichevoli per prendere confidenza con il nuovo gruppo. Venerdì all’Olimpico contro il Belgio sarà già tempo di fare sul serio.

Le parole del CT delineano un progetto nel quale risultati e costruzione della squadra dovranno procedere insieme. Prima di pensare alle prossime ultimissime o alle eventuali trattative live che riguarderanno il panorama del calcio italiano, per Mancini c’è però una sola priorità: preparare al meglio la sfida con il Belgio e iniziare il nuovo percorso con una vittoria.

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Stefano Bagliani
Stefano Bagliani

Caporedattore

Caporedattore di SetteCalcio.it | Giornalista Pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria

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