La corsa alla panchina dell'Italia riparte da Roberto Mancini. Dopo i profondi cambiamenti degli ultimi giorni, l'ex commissario tecnico, secondo Gianluca Di Marzio, è tornato in cima alla lista delle preferenze per guidare nuovamente gli Azzurri nella nuova fase del progetto federale.
Il terremoto istituzionale seguito al mancato approdo di Andrea Pirlo ha cambiato completamente gli scenari. Le dimissioni di Paolo Maldini dal ruolo di direttore tecnico e di Leonardo da quello di advisor, arrivate appena sedici giorni dopo la loro nomina, hanno riportato la Federazione alla ricerca di una nuova struttura tecnica.
Mancini torna il favorito per la panchina azzurra
Roberto Mancini è oggi il candidato in pole position per diventare nuovamente commissario tecnico della Nazionale. Una soluzione che affonda le proprie radici in un'intesa maturata da tempo con il presidente federale Giovanni Malagò, rimasta in sospeso quando la scelta era ricaduta sul progetto guidato da Maldini e Leonardo.
Con il definitivo tramonto di quell'ipotesi, la candidatura dell'allenatore campione d'Europa nel 2021 è tornata d'attualità. La sua conoscenza dell'ambiente azzurro e la continuità con un ciclo che ha regalato uno dei successi più importanti della storia recente del calcio italiano rappresentano elementi che potrebbero favorire la sua nomina.
Nella nuova avventura potrebbe esserci anche il ritorno di Lele Oriali. Storico collaboratore di Mancini, il dirigente tornerebbe a ricoprire il ruolo di team manager della Nazionale, ricostituendo una coppia che ha già lavorato con successo durante il precedente ciclo azzurro, pur dovendo ricordare anche la mancata qualificazione ai Mondiali 2022 e la 'fuga' dello jesino nell'agosto 2023.
Nessun contatto con Conte
Tra i nomi accostati alla panchina dell'Italia nelle ultime ore è emerso anche quello di Antonio Conte. Al momento, però, la situazione appare molto diversa rispetto alle indiscrezioni circolate negli ultimi giorni.
Sempre secondo la ricostruzione riportata da Di Marzio, non risultano contatti diretti tra l'allenatore e Giovanni Malagò. La pista resta quindi sullo sfondo e, almeno allo stato attuale, non rappresenta un'alternativa concreta rispetto alla candidatura di Roberto Mancini, che continua a essere considerata quella più avanzata.
In un momento caratterizzato da continui aggiornamenti, le ultimissime confermano dunque come la priorità della Federazione sia quella di individuare rapidamente una figura capace di garantire stabilità tecnica e gestionale.
Il nodo direttore tecnico resta aperto
Oltre alla scelta del nuovo commissario tecnico, la Federazione dovrà individuare anche il prossimo direttore tecnico dopo l'uscita di scena di Paolo Maldini. Le valutazioni sono ancora in corso e diversi profili restano sul tavolo.
Tra i candidati figurano Giorgio Chiellini e Giuseppe Bergomi, entrambi già sondati prima dell'arrivo di Maldini. Non perde quota neppure Claudio Ranieri, il cui nome era già emerso nelle prime fasi della candidatura di Malagò e continua a essere preso in considerazione per il nuovo assetto organizzativo.
Le prossime ore potrebbero risultare decisive per definire un quadro che resta in continua evoluzione. Le trattative live attorno alla panchina azzurra proseguono senza sosta e, pur non trattandosi di calciomercato, la scelta del nuovo commissario tecnico rappresenta uno dei temi più importanti dell'estate del calcio italiano.







