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Serie A, spettatori 2026/27: tutti i numeri di presenze e riempimento

DiStefano Bagliani·Pubblicato

La Serie A si ferma per la pausa Nazionali e offre anche un primo bilancio sul pubblico negli stadi. Dopo cinque giornate, la media si avvicina ai 29.900 spettatori, mentre il tasso di riempimento sfiora l’84%.

Serie A, spettatori 2026/27: tutti i numeri di presenze e riempimento
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La Serie A 2026/27 si è fermata per la pausa Nazionali con un primo dato significativo anche sugli spalti. Dopo cinque giornate, la media degli spettatori si avvicina a quota 29.900 a partita, mentre la graduatoria delle presenze vede le due milanesi davanti a tutti, seguite dalla Roma.

Una Serie A ancora sopra i 29mila spettatori

Il dato complessivo conferma una tendenza positiva per il calcio italiano. La Serie A 2025/26 aveva chiuso con una media di 30.082 spettatori per partita e un tasso di riempimento degli stadi dell'83,85%. Anche la nuova stagione, dopo appena cinque giornate, si mantiene quindi su livelli importanti.

Per avere un quadro definitivo serviranno naturalmente molte più partite. Il calendario iniziale può infatti incidere sensibilmente sulla presenza del pubblico, così come la distribuzione delle gare interne e la diversa capienza degli impianti.

La classifica elaborata da Calcio e Finanza considera i posti venduti per ciascun incontro e non le presenze effettive registrate ai tornelli. Un aspetto importante quando si leggono i numeri, perché il dato ufficialmente disponibile non coincide necessariamente con quello delle persone effettivamente presenti sugli spalti.

Nel corso della stagione potranno quindi emergere differenze tra biglietti venduti e pubblico realmente presente. Il fenomeno può risultare ancora più evidente in alcune partite invernali o negli incontri considerati meno attrattivi.

Il pubblico resta una voce importante per i club

La presenza dei tifosi negli stadi non rappresenta soltanto un indicatore legato al seguito delle squadre. I ricavi da stadio costituiscono infatti una delle principali componenti economiche dei club, insieme ai diritti televisivi e ai ricavi commerciali.

Per le società, avere impianti frequentati significa poter contare su una fonte di entrate collegata alla vendita dei biglietti, agli abbonamenti e alle attività che ruotano intorno alla partita. La dimensione del pubblico assume quindi un peso anche nella costruzione dei bilanci.

Il dato assume ulteriore interesse considerando la continuità registrata negli ultimi anni. La Serie A ha chiuso la stagione 2025/26 sopra quota 30mila spettatori medi per il terzo campionato consecutivo.

Un risultato che non si verificava dalla fine degli anni Novanta. In quel periodo furono tre le stagioni consecutive oltre quota 30mila: 31.223 spettatori di media nel 1997/98, 30.762 nel 1998/99 e 30.025 nel 1999/2000.

La classifica delle presenze dopo cinque giornate

Alla pausa Nazionali, la graduatoria 2026/27 vede il primo posto occupato dall'Inter, che ha superato quota 74.700 spettatori medi nelle gare disputate in casa.

Alle sue spalle c'è il Milan, protagonista di un vero testa a testa con i nerazzurri. I rossoneri hanno fatto registrare una media superiore a 74.100 spettatori dopo due partite casalinghe.

La distanza tra le due società milanesi è quindi molto contenuta e il confronto è destinato a proseguire nel corso della stagione. I numeri, però, devono essere letti tenendo conto anche del differente numero di partite disputate in casa.

Il terzo posto è occupato dalla Roma, che ha superato quota 67mila spettatori medi nelle prime uscite interne. I giallorossi precedono Napoli e Juventus, entrambe oltre quota 40mila.

Il gruppo di testa presenta quindi una netta separazione rispetto alle posizioni immediatamente successive. Il Genoa, sesto, ha infatti superato quota 30mila spettatori medi, ma con un distacco significativo rispetto alle prime cinque.

Napoli e Juventus oltre quota 40mila

Napoli e Juventus occupano rispettivamente la quarta e la quinta posizione nella graduatoria delle presenze. Entrambe hanno superato quota 40mila spettatori medi, confermando la capacità dei grandi club di mantenere numeri elevati anche nelle prime fasi del campionato.

Alle loro spalle si colloca il Genoa, primo degli inseguitori oltre quota 30mila. La graduatoria evidenzia così una distribuzione piuttosto netta del pubblico, con le società che possono contare su una base di tifosi molto ampia capaci di attirare numeri importanti.

Il dato delle prime cinque giornate resta comunque parziale. Alcune squadre hanno giocato più partite davanti al proprio pubblico rispetto ad altre e questo rende prematuro qualsiasi bilancio definitivo.

La classifica sarà quindi destinata a cambiare con il procedere del campionato, soprattutto quando il numero delle partite casalinghe disputate da ciascuna società sarà più omogeneo.

Il caso particolare della Lazio

Tra i dati che attirano maggiormente l'attenzione c'è quello della Lazio, che ha fatto registrare finora una media di circa 14mila presenze all'Olimpico di Roma.

Il dato viene collegato alla protesta dei tifosi nei confronti del proprietario Claudio Lotito. Una situazione che ha inciso sulla partecipazione del pubblico e che rende il dato della Lazio particolarmente distante da quello di altre realtà con una base di tifosi altrettanto importante.

L'ultimo incontro interno, quello contro il Milan, è stato condizionato anche dalla presenza di numerosi tifosi rossoneri sugli spalti. Per questo motivo la media attuale va letta tenendo conto delle specificità delle singole partite.

Resta da capire se la situazione potrà cambiare nelle prossime settimane. L'ottimo avvio in termini di risultati, al quale si è aggiunto il successo esterno a Venezia, potrebbe incidere sulla risposta del pubblico, anche se al momento la protesta sembra proseguire.

Perché la media spettatori non basta

Il numero assoluto degli spettatori è un parametro importante, ma non consente da solo di valutare il seguito di una squadra. La ragione è legata soprattutto alle differenti capienze degli stadi che ospitano le partite di Serie A.

Un impianto molto grande può registrare una media superiore rispetto a uno più piccolo anche senza raggiungere la stessa percentuale di riempimento. Per questo motivo la classifica delle presenze deve essere affiancata da quella relativa al tasso di occupazione dei posti disponibili.

Per calcolare questo secondo parametro sono state utilizzate le capienze ufficiali messe a disposizione dalla Lega Serie A. Il risultato permette di capire quanto ogni società riesca a riempire il proprio impianto rispetto alla disponibilità complessiva.

È un dato particolarmente utile per leggere il rapporto tra domanda di biglietti e dimensione dello stadio, evitando di considerare soltanto il numero complessivo degli spettatori.

Dieci squadre sopra il 90% di riempimento

Dopo la quinta giornata sono ben dieci le società che hanno superato il 90% di riempimento dello stadio. In questa graduatoria è ancora una volta l'Inter a occupare la prima posizione, avvicinandosi al 99% dei posti occupati nelle partite disputate al Meazza.

Alle sue spalle si registrano percentuali altrettanto elevate per Milan, Cagliari e Juventus, tutte oltre il 97%. Numeri che testimoniano come la capacità di riempire l'impianto non dipenda esclusivamente dalla capienza assoluta dello stadio.

Il dato dell'Inter assume particolare rilievo proprio perché mette insieme le due classifiche: quella relativa alla media degli spettatori e quella relativa al riempimento. Il Meazza, nelle prime gare interne della stagione, ha quindi raccolto un pubblico numericamente elevato e molto vicino alla propria disponibilità complessiva.

Anche in questo caso, però, il campione è ancora ridotto. Bastano alcune gare con caratteristiche differenti per modificare sensibilmente la percentuale di riempimento.

Una media vicina all'84%

Il dato complessivo della Serie A si avvicina all'84% di riempimento. È una percentuale che conferma il buon livello di partecipazione registrato negli ultimi campionati e che si avvicina al valore dell'83,85% fatto registrare al termine della stagione 2025/26.

Il confronto tra i due numeri è interessante, ma deve essere interpretato con prudenza. Dopo appena cinque giornate non tutte le squadre hanno avuto lo stesso numero di opportunità per giocare davanti al proprio pubblico e il calendario può incidere sulla capacità di riempire gli impianti.

Con il passare delle settimane la classifica dovrebbe diventare progressivamente più stabile. Le partite di maggiore richiamo, così come quelle meno attrattive, contribuiranno a rendere il dato medio più rappresentativo dell'intera stagione.

Per questo motivo la pausa Nazionali offre soprattutto una fotografia dell'inizio del campionato, non ancora un bilancio definitivo.

La corsa al pubblico è appena cominciata

I primi numeri della Serie A 2026/27 raccontano dunque un campionato che continua a mantenere una forte attrazione sugli spalti. La media complessiva è vicina ai 29.900 spettatori, mentre il riempimento si muove intorno all'84%.

In testa alla graduatoria delle presenze c'è l'Inter, seguita da Milan e Roma, con Napoli e Juventus oltre quota 40mila. Sul fronte del riempimento, invece, il quadro premia soprattutto le società capaci di sfruttare al meglio la capienza disponibile.

La stagione è però ancora nelle sue prime battute. Saranno le prossime giornate a stabilire se i numeri attuali potranno consolidarsi e se la Serie A riuscirà a mantenere anche nel 2026/27 quella continuità di pubblico che l'ha riportata stabilmente sopra i 30mila spettatori medi negli ultimi tre campionati.

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Stefano Bagliani
Stefano Bagliani

Caporedattore

Caporedattore di SetteCalcio.it | Giornalista Pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria

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